Chi si adegua alle indicazioni e chi continua a dire no al mix di vaccini; chi sospende i richiami con i farmaci a mRna al posto di Astrazeneca finché non avrà garanzie su ulteriori forniture e chi lascia la possibilità di scegliere se avere o meno la seconda dose con il farmaco anglo-svedese anche se si hanno meno di 60 anni....

Chi si adegua alle indicazioni e chi continua a dire no al mix di vaccini; chi sospende i richiami con i farmaci a mRna al posto di Astrazeneca finché non avrà garanzie su ulteriori forniture e chi lascia la possibilità di scegliere se avere o meno la seconda dose con il farmaco anglo-svedese anche se si hanno meno di 60 anni.

Nel giorno in cui arriva l’ok Aifa al mix vaccinale dopo la prima dose con AstraZeneca per gli under 60 (effetti collaterali lievi in crescita, ma risposta anticorpale ottima negli studi effettuati), le Regioni continuano ad andare in ordine sparso dopo l’ordinanza del ministero della Salute che ha dato indicazioni perentorie sull’utilizzo di AstraZeneca e aprono un nuovo fronte: con i vaccini a vettore virale ormai marginali servono più dosi di Pfizer e Moderna per non rallentare la campagna e raggiungere l’immunità di gregge a settembre. Il risultato è il caos.

Draghi sta pensando a un messaggio di rassicurazione per gli italiani. Tra le ipotesi, un evento ad hoc per mettere in chiaro alcuni punti ed evitare che la campagna rallenti.

Vincenzo De Luca ha inviato a Speranza una "nota tecnica" contenente i dubbi sulla vaccinazione eterologa ribandendo il no della sua regione: il mix di vaccini, dice, "non ha avuto sul piano internazionale una sperimentazione ampia". Anche la Puglia va per conto suo. La regione, sostiene Michele Emiliano, seguirà le indicazioni del governo e però, "chi volesse fare la seconda dose con AstraZeneca avrà questa possibilità, fermo restando che il singolo medico valuterà caso per caso". La Lombardia (che assieme a Emilia-Romagna e Lazio chiede più dosi Pfizer e Moderna) continua a tergiversare.