di Lorenzo Bianchi Il nome del capo del nuovo governo talebano Mohammad Hasan Akhund spicca nella lista dei terroristi delle Nazioni Unite e dell’Fbi. Fu collaboratore del fondatore del movimento talebano, il mullah Omar che rivendicava il possesso di un mantello di Maometto. È stato capo della Rahbari Shura, il Consiglio direttivo che prendeva ordini dal sommo capo religioso Hibatullah Akhunzada. Hasan Akhund è nato a Kandahar, la città nella quale il mullah Omar si proclamò emiro dei credenti nel 1996 e che ospitò Osama bin Laden. Non si sa la sua data di nascita. Potrebbe avere tra i 63 e i 66 anni. Potrebbe anche essere l’uomo...

di Lorenzo Bianchi

Il nome del capo del nuovo governo talebano Mohammad Hasan Akhund spicca nella lista dei terroristi delle Nazioni Unite e dell’Fbi. Fu collaboratore del fondatore del movimento talebano, il mullah Omar che rivendicava il possesso di un mantello di Maometto. È stato capo della Rahbari Shura, il Consiglio direttivo che prendeva ordini dal sommo capo religioso Hibatullah Akhunzada.

Hasan Akhund è nato a Kandahar, la città nella quale il mullah Omar si proclamò emiro dei credenti nel 1996 e che ospitò Osama bin Laden. Non si sa la sua data di nascita. Potrebbe avere tra i 63 e i 66 anni. Potrebbe anche essere l’uomo che ordinò la distruzione dei Buddha giganti di Bamyan. È considerato uno dei trenta fondatori del movimento degli “studenti coranici” armati.

Il vicepremier è Adbul Ghani Baradar, co-fondatore dei talebani, nato nel 1968 nella provincia di Uruzgan. Si ritiene che sia il genero del mullah Omar ed è sicuramente l’artefice della prima vittoria militare degli studenti coranici in armi, quella del 1996. Nel 2010 fu arrestato dai pachistani. Fu liberato nel 2018 perché potesse partecipare ai negoziati con gli americani a Doha, la capitale del Qatar. È considerato il capofila dei moderati. Avrebbe voluto aprire un tavolo di trattative anche con l’ex presidente Ashraf Ghani fuggito negli Emirati Arabi Uniti.

L’uomo più lontano da Baradar è diventato ministro dell’Interno. È Sirajuddin Haqqani, capo della rete omonima fondata dal padre Jalaluddin e considerata un tentacolo di al Qaeda. Con i kamikaze gli Haqqani hanno messo a segno attentati devastanti in Afghanistan. Appena arrivati a Kabul i talebani hanno affidato alla loro organizzazione la sicurezza della capitale. Il quadro si completa con la nomina al vertice del ministero della Difesa di Mohammad Yaqub, il figlio maggiore del mullah Omar che dal 2020 è il responsabile delle operazioni militari degli studenti coranici. Agli esteri si è insediato Amir Khan Muttaqi, un altro membro del governo talebano del 1996. Nessuna donna è stata nominata ministro.

Nel suo primo messaggio la guida suprema Hibatullah Akhunzada ha chiesto al nuovo esecutivo di "applicare la sharia", la legge coranica, e ha sollecitato un "ambiente sano e sicuro per le scienze religiose". Il suo invito è stato accolto a tamburo battente. Un video mostra sei donne sedute su sei banchi disposti lungo una tenda grigia che le divide dagli studenti maschi. Indossano tutte il “nikab”, il velo che lascia scoperti solo gli occhi, e tuniche nere, le “abaya”, che arrivano fino ai piedi. È il primo giorno di lezione all’Università Ibn-e-Sina di Kabul, capitale dell’"emirato islamico dell’Afghanistan". Le studentesse e l’ateneo applicano le norme contenute in un decreto emanato dagli studenti coranici in armi sabato 4 settembre, alla vigilia della riapertura degli atenei del Paese.

Gli uomini e le donne, ha disposto il provvedimento, seguiranno le lezioni in classi separate. Le insegnanti dell’altra metà del cielo saranno femmine. In alternativa potranno essere ingaggiati solo "docenti anziani la cui moralità sia stata vagliata". Le classi dei due sessi dovranno essere divise almeno da una tenda, come Maometto e le donne della sua famiglia.