"Restringiamo le maglie per evitare guai peggiori". Speranza va dritto al punto: visto ciò che succede in Europa, spiega il ministro della Salute, dobbiamo intervenire con nuove misure per tenere a bada la curva dei contagi. Il Dpcm è vicino al traguardo, "probabilmente" vedrà la luce stasera: si tratta di vedere come finirà l’incontro con le Regioni previsto nel pomeriggio, che dovrà trattare il capitolo più spinoso: l’ipotesi di mettere limiti agli spostamenti tra le diverse aree del Paese. Il quadro delle nuove limitazioni è già emerso, ieri è finito sul tavolo del comitato scientifico nazionale che l’ha completato con le...

"Restringiamo le maglie per evitare guai peggiori". Speranza va dritto al punto: visto ciò che succede in Europa, spiega il ministro della Salute, dobbiamo intervenire con nuove misure per tenere a bada la curva dei contagi. Il Dpcm è vicino al traguardo, "probabilmente" vedrà la luce stasera: si tratta di vedere come finirà l’incontro con le Regioni previsto nel pomeriggio, che dovrà trattare il capitolo più spinoso: l’ipotesi di mettere limiti agli spostamenti tra le diverse aree del Paese.

Il quadro delle nuove limitazioni è già emerso, ieri è finito sul tavolo del comitato scientifico nazionale che l’ha completato con le norme sulla diagnostica come la quarantena di 10 giorni e i tamponi rapidi, ora si tratta solo di limarle: al premier Conte il compito di trovare una mediazione tra le richieste dei rigoristi e quelle degli aperturisti. Da sciogliere il nodo delle feste private. "Ho proposto il divieto assoluto nelle case e nei locali", spiega il ministro della Salute, capofila dei fautori della linea dura sul Covid. "Teniamo i ragazzi in sicurezza nelle scuole, dove abbiamo investito perché sono essenziali, ma non all’esterno". Di qui la stretta, su cui lo stesso Conte avrebbe più di un dubbio, al pari della ministra renziana Bellanova.

"Lo Stato non può entrare nelle abitazioni private. Lo ritengo un principio sacrosanto", ragiona il premier. Ne è consapevole Speranza che infatti si affida alla "responsabilità dei cittadini", annunciando però anche un rafforzamento dei controlli per assicurare il rispetto delle misure. Oltre allo stop agli sport da contatto che tanti mal di pancia creano dentro e fuori il governo, un grosso fronte di scontro è legato agli spettacoli; nel documento di lavoro (smentito dal ministero della Salute) si parla di 100 spettatori al massimo, ma i una fonte del governo spiega che il testo resta fissato a 200.

Sicuro il ritorno massiccio dello smart-working: non era mai tramontato, ma con il nuovo Dpcm dovrebbe tornare a un livello molto alto, tra il 70 e il 75%, concentrato soprattutto nella Pubblica amministrazione. Confermata la chiusura di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie alle 24 come il divieto di sostare davanti ai locali dopo le 21 e il distanziamento dei tavoli, su cui insiste il ministro dell’interno Lamorgese: "Ho visto nei bar all’aperto tavolini molto ravvicinati. I titolari siano più attenti, serve responsabilità. Rafforzeremo i controlli delle forze dell’ordine". Il giro di vite riguarda anche i banchetti dopo le cerimonie cui potranno partecipare 30 persone al massimo.

Da risolvere la questione dei trasporti, non solo per quel che riguarda gli spostamenti tra regioni ma soprattutto per quanto concerne la capienza dei mezzi pubblici. Insomma: c’è ancora più di un dubbio da dissipare legato ad un pacchetto di norme ben più complesso rispetto a quello netto del lockdown. "Non ce ne possiamo permettere un altro", avverte Luigi Di Maio (M5s). Ma se l’andamento dei contagi lo richiederà non sono esclusi lockdown mirati. "È tra le ipotesi in campo se ci dovessero essere situazioni di estrema difficoltà – ammette Speranza – ma in questo momento non ci sono queste situazioni in Italia".