Luigi Di Maio, 35 anni, numero uno della Farnesina
Luigi Di Maio, 35 anni, numero uno della Farnesina
di Ettore Maria Colombo Lo Stato islamico torna a minacciare l’Italia e Roma, "fra i principali bersagli dei mujaheddin", mettendo nel mirino in particolare il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (M5s), da tempo molto attivo sui dossier della Libia, alla ricerca di una pace tra le fazioni, dell’Egitto (relazioni diplomatiche e caso Regeni), della Turchia (rapporti difficili con l’Italia), di Israele e Palestina (di nuovo in crisi). Insomma, un ministro che ‘s’impiccia’ sullo scacchiere mediterraneo e mediorientale e che, dunque, dà fastidio ai terroristi dell’Isis. Sui canali digitali che continuano a diffondere la...

di Ettore Maria Colombo

Lo Stato islamico torna a minacciare l’Italia e Roma, "fra i principali bersagli dei mujaheddin", mettendo nel mirino in particolare il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (M5s), da tempo molto attivo sui dossier della Libia, alla ricerca di una pace tra le fazioni, dell’Egitto (relazioni diplomatiche e caso Regeni), della Turchia (rapporti difficili con l’Italia), di Israele e Palestina (di nuovo in crisi). Insomma, un ministro che ‘s’impiccia’ sullo scacchiere mediterraneo e mediorientale e che, dunque, dà fastidio ai terroristi dell’Isis.

Sui canali digitali che continuano a diffondere la propaganda jihadista è apparso giovedì un lungo testo di al-Naba, la rivista ufficiale dell’Isis. L’editoriale della testata delle ‘bandiere nere’ è incentrato sulla riunione ministeriale della Coalizione globale anti-Daesh (l’auto-proclamato e a oggi non del tutto sconfitto Stato islamico) co-presieduta il 28 giugno a Roma dal capo della diplomazia italiana e dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken. La rivista prende in giro la coalizione per una presunta incapacità di sconfiggere lo Stato Islamico in Iraq e Siria, minacciando di infliggere una "sconfitta duratura ai crociati e ai loro alleati apostati" e sottolinea le preoccupazioni dell’Italia circa l’insorgenza delle bandiere nere in Africa, nella regione del Sahel: "Entreremo a Roma", minacciano. Nel mirino c’è Di Maio, che reagisce calmo: "Non saranno le minacce a fermare l’Italia nella lotta al terrorismo. E lo stiamo dimostrando con i fatti".

Ovviamente, i messaggi di solidarietà a Di Maio sono bipartisan. E non solo italiani. L’Alto rappresentante Ue Josep Borrell scandisce: "Le ultime minacce di Daesh contro Di Maio e l’Italia sono inaccettabili. L’Unione europea è determinata a continuare a svolgere il proprio ruolo per sconfiggere l’ideologia odiosa e intollerante dell’Isis". Ma torniamo in Italia: "Erano anni che un nostro ministro degli Esteri non riceveva minacce esplicite. Intollerabili oggi più che mai" dice Renato Brunetta (FI), ministro della Pubblica amministrazione. "A Di Maio tutta la mia personale vicinanza", il commento del ministro leghista dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti. La ministra del Sud Mara Carfagna: "Le minacce non intimidiscono né gli italiani, né il governo né il ministro Di Maio".

Il ministro M5s per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà: "Le minacce non intaccheranno minimamente l’impegno italiano". Il segretario del Pd, Enrico Letta, esprime a Di Maio la sua "personale vicinanza e quella dell’intera comunità democratica unita nella lotta al terrorismo e alla violenza jihadista". Solidarietà anche dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: "Si faccia sentire forte la voce di tutto il governo contro chi minaccia l’Italia e i suoi rappresentanti". Il ministro alla Salute, Roberto Speranza (LeU), parla fatto inquietante ed esprime la sua vicinanza come pure il ministro Andrea Orlando (Pd). Con Di Maio, ovviamente, senatori e deputati 5 Stelle. Di "minacce inaccettabili" parla Giuseppe Conte. E Beppe Grillo non rinuncia alla battuta: "Di Maio non ti preoccupare. Sono meno pericolosi dei grillini più agguerriti!".