Quasi 1.200 sindaci, ma il numero è destinato ad aumentare, si schierano con Chiara Appendino, la prima cittadina di Torino condannata qualche giorno fa nel processo con rito abbreviato per i fatti di Piazza San Carlo. Disastro, lesioni e omicidio colposo i reati contestati. Accogliendo l’appello del presidente dell’Anci Antonio Decaro per sollecitare il parlamento a...

Quasi 1.200 sindaci, ma il numero è destinato ad aumentare, si schierano con Chiara Appendino, la prima cittadina di Torino condannata qualche giorno fa nel processo con rito abbreviato per i fatti di Piazza San Carlo. Disastro, lesioni e omicidio colposo i reati contestati. Accogliendo l’appello del presidente dell’Anci Antonio Decaro per sollecitare il parlamento a una revisione del Tuel (Testo unico degli Enti Locali), i sindaci di tutti i capoluoghi e di comuni grandi e piccoli, del Sud e del Nord, amministratori di ogni orientamento politico, da quella di Roma, Virginia Raggi, a quello di Milano, Beppe Sala, dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a quello di Cagliari, Paolo Truzzu, dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, hanno firmato. Non chiedono "immunità o impunità", non dubitano del lavoro dei magistrati e rispettano "il dolore dei parenti delle vittime".

Ma si domandano: "Possono i sindaci rispondere penalmente di valutazioni non ascrivibili alle loro competenze? Possono essere condannati per aver fatto il loro lavoro?". La sera del 3 giugno 2017, durante la proiezione su maxischermo della finalissima di Champions League, una serie di ondate di panico tra la folla portarono a 1.600 feriti e in seguito alla morte di due donne a causa delle lesioni subite.

Dopo tre anni e mezzo i cinque imputati, tra cui appunto Chiara Appendino, sono stati condannati tutti a un anno e sei mesi. Dopo la sentenza la sindaca aveva commentato: "Accetto e rispetto la decisione del giudice, ma non posso non nasconde una certa amarezza perché c’è un sindaco che paga per un gesto folle di alcuni ragazzi che sono già stati condannati anche in appello". E ancora: "La tesi è che avrei dovuto prevedere quanto sarebbe accaduto e, di conseguenza, annullare la proiezione in piazza Ma come potevo? Lo avrei anche fatto, ma non avevo gli elementi necessari".