La Ocean Viking nelle acque a sud di Lampedusa. A bordo 245 migranti soccorsi al largo della Libia
La Ocean Viking nelle acque a sud di Lampedusa. A bordo 245 migranti soccorsi al largo della Libia
di Elena G. Polidori ROMA In balìa delle onde, per ore, in attesa di un porto sicuro. Ieri è stata un’altra giornata da dimenticare sul fronte degli sbarchi migratori dal nord Africa. Oltremille migranti sono stati recuperati da imbarcazioni in difficoltà e traportati su due navi umanitarie a sud di Lampedusa, in attesa di un porto sicuro perchè l’isola è ormai oltre le sue possibilità di accoglienza. Un fatto che preoccupa il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ancora una volta costretta a lamentare la solitudine dell’Italia di fronte alla "costante pressione migratoria dal Nordafrica": è giusto, spiega "che si salvino, ma è ingiusto che...

di Elena G. Polidori

ROMA

In balìa delle onde, per ore, in attesa di un porto sicuro. Ieri è stata un’altra giornata da dimenticare sul fronte degli sbarchi migratori dal nord Africa. Oltremille migranti sono stati recuperati da imbarcazioni in difficoltà e traportati su due navi umanitarie a sud di Lampedusa, in attesa di un porto sicuro perchè l’isola è ormai oltre le sue possibilità di accoglienza. Un fatto che preoccupa il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ancora una volta costretta a lamentare la solitudine dell’Italia di fronte alla "costante pressione migratoria dal Nordafrica": è giusto, spiega "che si salvino, ma è ingiusto che siamo solo noi" a farlo: "non può essere un carico che deve avere soltanto il Paese di primo approdo".

Nella notte tra mercoledì e giovedì l’ultimo, drammatico, intervento di salvataggio, operato dalla Sea Eye 4 con il concorso della Rise Above (della Ong Mission Lifeline). In 400 si trovavano su un’imbarcazione a due piani di legno con lo scafo bucato alla deriva in zona sar maltese. "Malta ha ignorato le segnalazioni di aiuto arrivate da Alarm Phone", ha denunciato Sea Eye. A bordo della nave della ong tedesca si trovavano altre 400 persone soccorse nei giorni scorsi. Aiuti e cibo alla nave sono giunti anche dalla Ocean Viking di Sos Mediterranee, che trasporta altre 245 persone salvate in mare.

Intanto, non si arrestano gli sbarchi in Calabria, lungo la rotta orientale che parte dalla Turchia. In 75 sono stati recuperati da Polizia, Guardia Costiera e Croce Rossa a bordo di un veliero incagliatosi sulla costa crotonese. Sempre in Calabria, ma più a sud, a Badolato (Catanzaro) un peschereccio ha portato altre 120 persone. Anche in questo caso è stato necessario l’intervento della Guardia costiera, oltre che dei vigili del fuoco.

Insomma, il 2021 si avvia a diventare l’anno forse più complesso sul fronte degli sbarchi, già adesso a quota 55mila, contro i 34mila registrati in tutto il 2020, questione che per il centrodestra è motivo di battaglia. Per il leghista Roberto Calderoli "non esiste che navi straniere di Ong straniere con clandestini raccolti in acque straniere approdino in un porto italiano. Vadano a La Valletta non a Lampedusa". Sulla stessa linea Maurizio Gasparri (Fi) : "Continua – osserva – l’invasione dell’Italia ad opera di scafisti e Ong. Una situazione che non possiamo più tollerare". Critico anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, ma per il motivo opposto. "I naufraghi – sostiene – devono essere portati sulla terraferma al più presto. E questo è compito delle autorità italiane e di questo governo". Da parte sua, Lamorgese ieri ha incontrato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders e gli ha ribadito "l’esigenza di una forte solidarietà europea che consenta la redistribuzione dei migranti che sbarcano in Italia perchè il Paese non può farsi carico di tutti. "È ingiusto anche perchè siamo in pandemia e abbiamo difficoltà organizzative", lamenta. Riprende, nel frattempo, l’impegno per portare in Italia gli afghani in fuga dai talebani, dopo i 5mila arrivati col ponte aereo di agosto, ma sulla questione Lamorgese ha nuovamente bacchettato l’Europa. "Non tutti i Paesi hanno la nostra propensione all’accoglienza, al rispetto dei diritti umani".