di Marianna Vazzana In una terra dove gli eventi sismici hanno sempre rappresentato una rarità, l’anno orribile del Covid 19 ha riservato ai milanesi, già duramente provati dalla pandemia, anche un terremoto. Nulla di grave, certo, nessun ferito per fortuna e danni minimi. Ma il fatto ha assunto un significato particolare, proprio per il periodo particolarmente duro e luttuso in cui è avvenuto ed ha ulteriormente allarmato una cittadinanza che di tutto avrebbe bisogno, tranne che di spaventi e angoscia. E poi erano almeno 500 anni - lo certificano gli esperti - che non si...

di Marianna Vazzana

In una terra dove gli eventi sismici hanno sempre rappresentato una rarità, l’anno orribile del Covid 19 ha riservato ai milanesi, già duramente provati dalla pandemia, anche un terremoto. Nulla di grave, certo, nessun ferito per fortuna e danni minimi. Ma il fatto ha assunto un significato particolare, proprio per il periodo particolarmente duro e luttuso in cui è avvenuto ed ha ulteriormente allarmato una cittadinanza che di tutto avrebbe bisogno, tranne che di spaventi e angoscia. E poi erano almeno 500 anni - lo certificano gli esperti - che non si registrava a Milano una scossa come quella rilevata alle 16.59 di ieri: una scossa di magnitudo 3.9 registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), avvenuta ad una profondità di una cinquantina di chilometri e avvertita nel capoluogo lombardo soprattutto ai piani alti. "Storicamente – spiega Lucia Luzi, a capo della sezione di Milano dell’Ingv – non c’è evidenza di forti terremoti in questa zona, anche se in Italia non esiste punto che non sia sismico. Solo che in certi luoghi la sismicità è più evidente. A Milano la magnitudo è più bassa".

Bisogna andare indietro di mezzo millennio, dunque, per ritrovare una situazione simile: "Guardando il catalogo storico dei terremoti – continua l’esperta – dobbiamo risalire a 500 anni fa per trovare una scossa ‘gemella’ di quella odierna, con epicentro a Milano e magnitudo 3.7. Altri terremoti importanti si sono verificati in zone limitrofe, come a Monza nel 1396, con una scossa di magnitudo stimata intorno a 5". Terremoti più recenti nella zona della pianura padana (a basso rischio) ci sono stati, anche con magnitudo più alta. "Ad esempio, nel 1951, con magnitudo 5.2 nel Lodigiano, e così nel 1918 al confine con il Piemonte. Ma a Milano c’è solo quel terremoto nel catalogo storico" sottolinea. "Quello di oggi – riflette Roberto Paolucci, professore di ingegneria sismica al Politecnico di Milano – è stato rilevato a una cinquantina di chilometri di profondità, per questo è stato avvertito anche a distanza e con poca intensità. I terremoti con epicentro ‘sotto ai piedi’ di Milano sono molto rari"

Ieri la terra ha tremato in un raggio di 48 chilometri dal capoluogo coinvolgendo anche la provincia di Bergamo: a Caravaggio, per precauzione, è stato evacuato il Municipio. All’ombra della Madonnina nessuno sgombero, solo stupore. "Abito in piazza Vetra, proprio sopra il cantiere della metropolitana della linea blu e ho pensato fosse un’esplosione, o il movimento di qualche macchinario per l’escavazione", ha raccontato un cittadino. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco: a telefonare soprattutto persone che leggendo del terremoto sui social volevano sincerarsi che la notizia fosse vera. Preso d’assalto per lo stesso motivo anche il numero della polizia locale. Non si esclude che nelle prossime ore arrivino richieste per controllare la stabilità di palazzi.