Lo sbarco di un bambino dalla Sea Watch (Ansa)
Lo sbarco di un bambino dalla Sea Watch (Ansa)

Bruxelles, 18 giugno 2019 - E' ancora muro contro muro sui migranti della Sea Watch. Mentre da un lato il Consiglio d'Europa chiede a gran voce un porto per la nave che da sei giorni è al confine delle acque territortiali italiane, a 16 miglia circa da Lampedusa, Salvini continua con la linea dura: "In Italia per quello che mi riguarda e col mio permesso non arriva nessuno". E si esprime anche il Tar del Lazio, che ha respinto il ricorso urgente presentato dalla Ong contro il divieto di sbarco.

L'appello del Consiglio d'Europa

"I migranti salvati in mare non dovrebbero mai essere sbarcati in Libia, perché i fatti dimostrano che non è un Paese sicuro", ha detto all'ANSA Dunja Mijatovic, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, che si dice "preoccupata per l'atteggiamento del governo italiano nei confronti delle ong che conducono operazioni di salvataggio nel Mediterraneo". Il commissario ha chiesto che alla "Sea Watch 3 sia indicato tempestivamente un porto sicuro che possa essere raggiunto rapidamente".

"Non sta all'Ue determinare i porti dove sbarcare" dei migranti irregolari salvati in mare, "ma tutte le imbarcazioni battenti bandiera degli Stati membri devono conformarsi ai principi del diritto internazionale riguardo alle attività dio ricerca e salvataggio, e dal principio di assicurare che i passeggeri soccorsi siano sbarcati in un luogo di sicurezza. E, come la Commissione ha sempre detto e continuiamo a dire oggi, noi non crediamo che queste condizioni siano soddisfatte in Libia", ha specificato la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud, rispondendo a una domanda sulle posizioni espresse da Salvini, secondo cui la nave Sea Watch dovrebbe sbarcare i propri passeggeri in Libia. 

Il muro di Salvini

Ma Salvini si è affrettato a ribadire: "Possono mandare i caschi blu dell'Onu, gli ispettori del consiglio d'Europa, il commissario Basettoni, Pippo, Pluto e i Fantastici 4. Barchini e barconi non ne arrivano. A me interessa che l'immigrazione sia sotto controllo, in Italia si arriva rispettando le regole".

Procura apre inchiesta

La Procura di Agrigento intanto ha aperto un fascicolo sul caso della 'Sea Watch 3'. Il procuratore aggiunto, Salvatore Vella, nel fascicolo - a carico di ignoti - ha ipotizzato il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nei giorni scorsi, il Viminale aveva dato l'autorizzazione allo sbarco di 10 delle 53 persone a bordo, fra cui immigrati che stavano male e bimbi in fasce. 

IL TAR DEL LAZIO - Intanto il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Sea Watch contro il divieto di ingresso in acque territoriali e il "no" allo sbarco della nave. L'Ong, fa sapere il Viminale, si era rivolta in via d'urgenza al Tar del Lazio per contestare i provvedimenti.