Roma, 13 giugno 2019 - Al termine di un altro, duro braccio di ferro tra Matteo Salvini e la Sea Watch, arriva nel tardo pomeriggio la diffida del Viminale. Il ministro dell'Interno ha firmato una nuova direttiva per diffidare la Sea Watch dall'ingresso in acque italiane. In particolare il provvedimento chiede alle autorità di polizia di vigilare affinché il comandante e la proprietà della nave "si attengano alle vigenti normative nazionali e internazionali" e, nel caso la Sea Watch 3 provi, come in passato, a entrare in acque nazionali, intimino il divieto di ingresso e transito.

Da parte sua la ong tedesca, che ieri ha salvato 53 migranti al largo della Libia, ha deciso di presentare querela per diffamazione a mezzo stampa contro il ministro dell'Interno per le sue dichiarazioni ("E' una vera e propria nave pirata a cui qualcuno consente di violare ripetutamente la legge", le parole del vicepremier). 

Lo scontro Salvini-Ong verteva però non tanto sulle parole del vicepremier leghista quanto sul luogo di sbarco della nave. Per il capo del Viminale il porto di sbarco doveva essere Tripoli: "Se la nave illegale Ong disubbidirà - ha tuonato nel pomeriggio - mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne risponderà pienamente". La Sea Watch 3 però ha fatto sapere che "non sbarcherà i naufraghi in Libia" e si sta dirigendo verso Lampedusa, dopo che in un primo tempo sembrava orientata verso la Tunisia. 

VERSO LAMPEDUSA - Dopo essere sostata a largo di Tripoli e aver poi preso la direzione verso la Tunisia, la Sea Watch 3 ha di nuovo cambiato rotta: da ovest ora si dirige  verso nord, ossia verso Lampedusa. Si evince dal monitoraggio radar della rotta della nave, il cui primo cambio di rotta, verso la Tunisia, aveva già causato l'irritazione del Viminale, che si aspettava invece che Sea Watch approdasse a Tripoli come concordato con le autorità libiche. Ora, invece, il nuovo cambio di direzione, con la nave che si trova ancora a un centinaio di miglia dall'isola siciliana. La Ong, al momento, non commenta ancora un'eventuale decisione in tal senso, ed è sempre possibile un ulteriore cambio di rotta nelle prossime ore.

SALVINI: SBARCARE MIGRANTI A TRIPOLI - "La nave illegale, dopo aver imbarcato 53 immigrati in acque libiche, si trova ora a 38 miglia dalle coste libiche, a 125 miglia da Lampedusa, a 78 miglia dalla Tunisia e a 170 miglia da Malta. Le autorità libiche hanno assegnato ufficialmente Tripoli come porto più vicino per lo sbarco. Se la nave illegale Ong disubbidirà, mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne risponderà pienamente", ha intimato in mattinata Matteo Salvini.

Il Viminale parla di "inutili sofferenze" inferte ai migranti che "da ore - senza motivo - sono fermi in mezzo al Mediterraneo. C'è preoccupazione per le persone a bordo tra cui alcuni bambini che potrebbero sbarcare al piu' presto come richiesto dalla stessa Sea Watch".

"PRONTI A QUERELARE IL MINISTRO" - La ong tedesca, al momento, non commenta la scelta di dirigersi verso Lampedusa e non è escluso un ulteriore cambio di rotta nelle prossime ore. I suoi avvocati invece hanno annunciato l'intenzione di querelare Salvini per diffamazione a mezzo stampa. Il ministro - dicono i legali Alessandro Gamberini e Leonardo Marino - "sa bene che fare rientrare chi fugge da guerre, violenze e soprusi in un paese che non è qualificato come 'Porto Sicuro', in costante guerra civile, costituisce una gravissima violazione dei diritti umani, del diritto del mare e del diritto dei rifugiati". E aggiungono: "Utilizzare l'importante ruolo istituzionale di capo del Viminale in assenza di elementi oggettivi a supporto delle proprie asserzioni, costituisce violazione delle proprie competenze. Inoltre, l'esito delle indagini rivolte sull'operato delle ong smentisce categoricamente il ministro dell'Interno". 

Secca la risposta di Salvini. "Gli abusivi della Ong mi querelano??? Uuuhh, che paura. Per gli scafisti e i loro complici, i porti italiani sono e rimangono CHIUSI", scrive su Facebook