Roma, 11 giugno 2018 - E alla fine, per risolvere la situazione della nave Aquarius, bloccata in mezzo al mare con il suo carico di 629 migranti, si è fatta avanti la Spagna, col premier socialista Sanchez che assicura: "Li accogliamo a Valencia". Una soluzione che suscita l'entusiasmo dal ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini, ferreo nel mantenere la politica dei porti chiusi. Prima di annunciare la sua "missione in Libia entro fine mese", il leader della Lega ha commentato: "Evidentemente alzare la voce, cosa che Italia non faceva da anni, paga".

RISCHI METEO, I DUBBI SUL VIAGGIO - In serata si diffonde la notizia secondo cui il team a bordo non avrebbe intenzione di arrivare fino a Valencia perché il tragitto di 3-5 giorni con meteo in peggioramento è "un'idea folle", "un rischio per tutti". A riferirlo è la corrispondente di Euronews che si trova a bordo dell'imbarcazione. Ma in un vertice a Palazzo Chigi, il governo tira dritto. La Aquarius partirà per la Spagna "subito, il prima possibile", fa sapere Salvini.  

SALVINI: VITTORIA  - Salvini celebra l'intervento della Spagna sui social, "VITTORIA!", twitta a tutte maiuscole. "629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna, primo obiettivo raggiunto!", scrive nel post a margine del Consiglio federale della Lega, rimandando alla diretta social della sua conferenza stampa a via Bellerio. "Non è una vittoria - gli risponde il reggente del Pd, Maurizio Martina -, è un sospiro di sollievo". 

Più istituzionale - ma altrettanto esultante - la nota del ministro pentastellato Danilo Toninelli: "Ringraziamo davvero la Spagna e il premier Pedro Sanchez che hanno deciso di accogliere la nave Aquarius. È il segno di un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza. Ci siamo insediati da pochi giorni e già la musica sta cambiando. Con i ministri Moavero Milanesi e Salvini porteremo in Europa il tema della cooperazione tra Stati nel Mediterraneo. L'Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane, ma chiede agli altri di fare lo stesso, anche allo scopo di garantire una migliore accoglienza e un miglior trattamento ai naufraghi che arrivano sulle nostre coste. Il vero obiettivo, comunque, è quello di far sì che il nuovo modello di cooperazione risolva il problema alla radice, nei luoghi di provenienza, evitando il più possibile la partenza delle imbarcazioni alla volta della sponda nord del nostro mare".

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CONTE - Quanto al premier, Giuseppe Conte affida a Facebook la sua soddisfazione: "Le richieste dell'Italia cominciano ad essere ascoltate. Avevamo chiesto un'Europa più solidale e che il nostro Paese non fosse lasciato solo nella gestione dei flussi migratori. L'iniziativa della Spagna va proprio in questa direzione". E dà nomi e cognomi alla vittoria: "Ringrazio i ministri Salvini e Toninelli, è grazie al loro lavoro se abbiamo raggiunto questo primo prezioso risultato". "E' una svolta importante: da oggi l'Italia non è più sola. Ora continuiamo a lavorare per cambiare davvero il Regolamento di Dublino". 

Anche il premier maltese Joseph Muscat ringrazia "il premier spagnolo, Pedro Sanchez, per l'accoglienza della nave Aquarius", ma tiene il punto contro l'Italia che, scrive su Twitter, "ha violato le leggi internazionali e ha causato uno stallo. Malta manderà nuovi rifornimenti all'imbarcazione. Dovremo sederci e discutere di come impedire che questo accada di nuovo. È una questione europea". 

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Da parte sua l'Europa sottolinea, con il commissario Ue per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos: "Accogliamo la decisione del governo spagnolo di far sbarcare la nave Aquarius a Valencia per ragioni umanitarie. Questa è la vera solidarietà messa in pratica, sia verso queste persone disperate e vulnerabili, sia verso gli altri Stati membri".

Non sorprende l'applauso dell'amica d'oltralpe Marine Le Pen: la leader del Rassemblement National dà ragione a Matteo Salvini: "Solo una politica di fermezza permetterà di porre fine agli arrivi massicci di clandestini e a coloro che organizzano questo traffico odioso di esseri umani", dichiara.

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BRACCIO DI FERRO - Matteo Salvini dunque è contento di aver insistito nel braccio di ferro sui migranti. In mattinata ha rilanciato con i porti italiani che restano chiusi alle Ong.  Non c'è solo la nave Aquarius con 629 persone a bordo, tra cui tanti bambini e minori non accompagnati: "Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l'ennesimo carico di immigrati da portare in Italia - twitta il ministro dell'Interno - L'Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c'è chi dice 'no'". E rinnova l'hashtag 'chiudiamo i porti'. In serata poi annuncia che "entro fine mese avrò una missione spero risolutiva in Libia"

Qualche ora dopo la Ong tedesca che gestisce la nave Sea Watch 3 smentisce Salvini e twitta che l'imbarcazione: "si trova in questo momento in acque internazionali, non è attualmente coinvolta in operazioni di ricerca e soccorso, non ha persone soccorse a bordo della propria nave".

Ma sono dettagli, di fronte alla vittoria incassata dal governo giallo-verde. Che, sottolinea Salvini, "è compatto alla faccia di chi cercava spaccature tra Lega e Cinque Stelle. Abbiamo segnato un punto a nostro favore". Poi spiega il 'no' alle navi umanitarie: "Tutte queste Ong non hanno la bandiera italiana, non capisco perché deve essere solo l'Italia ad accogliere. Ringrazio il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri, il ministro dei Trasporti, domani avrò dei contatti telefonici con i miei omologhi degli altri Paesi per avere una nuova Europa". E ha aggiunto: "Abbiamo aperto il fronte a Bruxelles, la Commissione Europea adempia a doveri che nei confronti dell'Italia non sono mai stati rispettati". Sulle prossime iniziative Salvini ha sottolineato: "Lavoriamo su costi e tempi a garanzia dei rifugiati veri. Lo spreco di tempo e denaro ha come prime vittime i rifugiati veri". 

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Spagna, Sanchez: "Accoglieremo i migranti dell'Aquarius"

"A rischio persone vulnerabili". Spunta video della nave

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APPELLI INTERNAZIONALI - In mattinata, dall'Onu, dalla Ue e e da Berlino erano arrivati pressanti appelli a non lasciare soli in mezzo al Mediterraneo i migranti dell'Aquarius e a risolvere la vicenda pensando solo dopo alle polemiche. L'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, fa appello ai governi coinvolti affinché consentano lo sbarco immediato: "È un imperativo umanitario, le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le scorte e hanno bisogno rapidamente di aiuto - afferma Vincent Cochetel, inviato speciale dell'Unhcr per il Mediterraneo centrale - Questioni più ampie come quella su chi è responsabile e competente dovrebbero essere esaminate solo dopo".

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A BORDO DELL'AQUARIUS - Non è ancora chiaro quali siano le condizioni dei migranti a bordo dell'Aquarius. Toninelli si limita a spiegare: "Ieri sera Conte ha fatto inviare due motovedette con medici a bordo" della nave e "stamattina sono state inviate altre due motovedette" con altri medici. "Le condizioni all'interno della nave Aquarius sono buone, ci sono viveri e stiamo aspettando una risposta ufficiale da Malta". Ma le associazioni umanitarie, da Medici senza frontiere a Oim Italia, parlano di condizioni a rischio per le "persone vulnerabili", di donne incinte in sofferenza, di 15 persone con gravi ustioni chimiche e di parecchi casi di ipotermia. 

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I SINDACI 'ACCOGLIENTI' - Ma un po' da tutt'Italia arrivano prese di posizione diverse - rispetto a quelle del governo giallo-verde - da parte dei primi cittadini. Il neo sindaco di Trapani del centrosinistra, Giacomo Tranchida, tende una mano ai migranti: "Siamo disponibili ad accogliere la nave Aquarius e ci rendiamo disponibili a fronteggiare qualsiasi emergenza futura che riguarda migranti e soccorsi in mare". Disponibilità anche da Dino Bramanti, candidato sindaco di Messina del centrodestra, avanti nel ballottaggio, che parla "da medico, da uomo e da cattolico" e spiega: "non si può sottostimare il bisogno di mamme con bambini, donne incinte, bambini che necessitano di aiuto". C'è poi Luigi De Magistris: il sindaco di Napoli sancisce la sua posizione anti-Salvini con un tweet. E stamattina, in un'intervista radiofonica, usa toni ancora più duri, citando la Costituzione e il Vangelo: "non c'è norma che impedisca di salvare vite umane".

Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin posta su Facebook la sua disponibilità ad accogliere i migranti dell'Aquarius. Ma un paio d'ore dopo - senza ulteriori spiegazioni - il post 'scompare' magicamente della rete. "Nel momento in cui mi sono reso conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo, mi è sembrato corretto rimuovere il post", spiega poi il sindaco labronico che ribadisce come la sua posizione si quella espressa in Rete. "Ma sono opinioni personali", puntualizza. Da notare anche la presa di posizione di un'altra amministrazione a 5 stelle: "Ci piace sempre immaginare come sarebbe Torino con il mare. Stasera sarebbe ancora più bella. Perché se c'e' il mare c'e' un porto, e sono convinto che stasera sarebbe aperto", scrive su Facebook l'assessore ai Diritti del Comune di Torino Marco Giusta, che aggiunge: "Il porto sarebbe aperto anche perché il consiglio comunale, ad ampia maggioranza, ha votato la Carta di Palermo". E insomma la politica dell'immigrazione è da rivedere "ma no, tutto questo non si può fare sulla pelle delle persone". 

LA CHIESA - Dal Vaticano, il cardinal Gianfranco Ravasi cambia su Twitter la citazione del Vangelo di Matteo: "Ero straniero e non mi avete accolto", e viene ritwittato dall'ex ministro Dario Franceschini.


Don Luigi Ciotti non ha dubbi: "Immigrazione non è un reato, essere contro la vita delle persone è un crimine di civiltà - dice - Davanti a questi fatti drammatici provo tanta nostalgia di umanità : stiamo parlando di persone. Resistere oggi significa esistere". 

 "Chiudendo i loro porti, Italia e Malta non solo stanno voltando le spalle a oltre 600 persone disperate e in condizioni vulnerabili, ma stanno anche violando i loro obblighi di diritto internazionale", sottolinea Elisa De Pieri, ricercatrice di Amnesty International sull'Italia. 

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Reazioni: bordate da Pd e terzo settore

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