Matteo Salvini, 48 anni, leader della Lega ed ex ministro dell’Interno nel governo Conte I
Matteo Salvini, 48 anni, leader della Lega ed ex ministro dell’Interno nel governo Conte I
di Elena G. Polidori Il fatto non sussiste. Il leader della Lega Matteo Salvini, in qualità di ex ministro dell’Interno, non sequestrò i 131 migranti della nave Gregoretti a cui fu vietato lo sbarco il 31 luglio del 2019 nel porto di Augusta, in provincia di Siracusa. Ieri il gup di Catania Nunzio Sarpietro (lo stesso che dopo l’interrogatorio di Conte a Palazzo Chigi, per questo processo, sostenne pubblicamente che l’allora premier era stato "molto collaborativo, molto profondo nelle risposte, ha fatto un’ottima testimonianza che mi ha chiarito tantissimi elementi sulla politica di governo", ndr) ha letto nell’aula bunker del Carcere Bicocca di Catania, al termine della camera di consiglio, il dispositivo del"non luogo a procedere". Da sottolineare che anche...

di Elena G. Polidori

Il fatto non sussiste. Il leader della Lega Matteo Salvini, in qualità di ex ministro dell’Interno, non sequestrò i 131 migranti della nave Gregoretti a cui fu vietato lo sbarco il 31 luglio del 2019 nel porto di Augusta, in provincia di Siracusa. Ieri il gup di Catania Nunzio Sarpietro (lo stesso che dopo l’interrogatorio di Conte a Palazzo Chigi, per questo processo, sostenne pubblicamente che l’allora premier era stato "molto collaborativo, molto profondo nelle risposte, ha fatto un’ottima testimonianza che mi ha chiarito tantissimi elementi sulla politica di governo", ndr) ha letto nell’aula bunker del Carcere Bicocca di Catania, al termine della camera di consiglio, il dispositivo del"non luogo a procedere". Da sottolineare che anche la Procura di Catania si era espressa a favore, argomentando che nello sbarco dei migranti l’allora ministro dell’Interno "non ha violato alcuna convenzione nazionale e internazionale". "Le sue scelte – aveva motivato la Procura - sono state condivise dal governo" e dunque "la sua posizione non integra gli estremi del reato di sequestro di persona" e perché – appunto – "il fatto non sussiste".

La sentenza è stata ovviamente accolta con gioia dal leader leghista che ha dedicato la soluzione del caso Gregoretti ai suoi figli, ma soprattutto "agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine che ogni giorno combattono per rendere più sicuro il nostro Paese e che spesso lo fanno a mani nude". "Questa giustizia dice che un ministro che ha difeso la dignità e i confini dell’Italia è un ministro che ha fatto semplicemente il suo dovere – ha proseguito –. Sono contento e ribadisco che, se e quando gli italiani torneranno a votare e a restituirmi responsabilità di governo, farò esattamente la stessa cosa perché l’immigrazione regolare, controllata e qualificata è un fattore positivo, l’immigrazione a mo’ di Lampedusa con 3mila sbarchi in un fine settimana porta il caos. E l’Italia non ha bisogno di caos in questo momento...".

Ma Salvini non può ancora tirare del tutto un sospiro di sollievo. Il 15 settembre a Palermo, infatti, sarà di nuovo di scena davanti alla seconda sezione penale del Tribunale, per la prima udienza del processo per il caso di Open Arms, dopo essere stato rinviato a giudizio sempre per sequestro di persona. "Sono assolutamente tranquillo – ha commentato ieri – perché se non esiste sequestro a Catania, non vedo perché debba esistere sequestro a Palermo...".

Soddisfatta anche Giulia Bongiorno, avvocato difensore di Salvini. "In questa sentenza – ha detto il legale – c’è anche il caso Open Arms, tenetene conto. È una sorta di processo ‘matrioska’. Questo giudice è stato estremamente rigoroso e attento perché fin dalle prima udienza ha voluto non giudicare in maniera superficiale".

Una sentenza accolta con soddisfazione da tutto il centrodestra e nel silenzio più pesante del centrosinistra. Le uniche chiamate ricevute da Salvini al di fuori del suo partito, infatti, sono quelle degli alleati di centrodestra Silvio Berlusconi e Antonio Tajani di Forza Italia, Giorgia Meloni di Fd’I e il leader di Cambiamo!, Giovanni Toti. "Silenzio assordante da sinistra", ha commentato Salvini che non ha potuto registrare reazioni di alcun esponente di Pd, M5s o LeU. "Purtroppo non ho ricevuto alcuna telefonata dalla sinistra – si è lamentato il leader del Carroccio – non me le aspettavo per il processo, ma almeno per le minacce di morte sì". Salvini, soprattutto, ha sentito Berlusconi: "Il Cavaliere sta non benissimo – ha raccontato –, ma ne uscirà ovviamente, da guerriero qual è", ha aggiunto. Piccolo giallo, infine, su un sms di solidarietà che sarebbe stato inviato a Salvini dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, come lui stesso ha raccontato, e che invece la Raggi ha negato di aver mai spedito. "Nessuna solidarietà a Salvini",hanno sottolineato dal Campidoglio.