Il salvataggio di alcuni migranti nel Mediterraneo (Ansa)
Il salvataggio di alcuni migranti nel Mediterraneo (Ansa)

Roma, 2 maggio 2017 - Tiene ancora banco lo scontro sul presunto collegamento tra ong e trafficanti di uomini lungo la rotta del mare Mediteranneo. "A noi come ufficio non risulta nulla per quanto riguarda presunti collegamenti obliqui o inquinanti tra ong o parti di esse con i trafficanti di migranti. Nessun elemento investigativo", ha detto oggi il procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, in Commissione Difesa del Senato, tornando sulle dichiarazioni del collega di Catania, Carmelo Zuccaro. Il magistrato ha aggiunto che ci sono ong più collaborative con l'autorità giudiziaria e altre meno, ma ciò "non l'abbiamo mai interpretato come un ostacolo alle indagini, ma come un atteggiamento ideologico, una sorta di coerenza, loro sono a favore del migrante non a favore della polizia".

MEDICI SENZA FRONTIERE - Sulle Ong "c'è stata una campagna strumentale e di manipolazione, siamo indignati. Non abbiamo nulla da nascondere ma assistiamo al rimbalzo costante di accuse e illazioni non supportate da alcuna prova indiziale", protesta invece Stefano Argenziano, responsabile del programma migrazioni di Medici senza frontiere. "Non si fanno giochi politici sulla pelle delle persone, è osceno, disumano", attacca il direttore di Amnesty International in Italia, Gianni Rufini. Entrambe le organizzazioni hanno preso parte, questa mattina, a una conferenza stampa organizzata da Sinistra Italiana a Montecitorio. Argenziano ha assicurato che Medici senza frontiere "continuerà a fare quel che fa da anni in stretto coordinamento con la Guardia costiera. Auspichiamo - ha concluso - che la verità dei fatti venga alla luce".

CEI - "Sempre e in ogni occasione è giusto che la procura e la magistratura sia vigile e assuma conoscenze sulla situazione attuale nel Mediterraneo, perché i migranti non siano doppiamente vittime", ha detto monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes (Cei). "Però - ha aggiunto - il fuoco politico indistintamente sulle nove ong che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane - di fronte alle morti che sono passate a oltre 5mila nel 2016 rispetto alle 3 mila del 2015 - con risorse di fondazioni bancarie e di privati, della società civile è stato un atto ipocrita e vergognoso".

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SLAVINI - C'è anche chi però non fa un passo indietro e difende a spada tratta l'indagine della procura di Catania. "Ci aspettiamo i primi arresti", ha detto Matteo Salvini incontrando i giornalisti a Catania, dopo avere dormito nel Cara di Mineo. "C'è qualcuno che non fa volontariato, ma fa soldi sulla pelle di questi disgraziati. C'è qualcuno al soldo degli scafisti, c'é qualcuno che sta facendo pulizia etnica sia in Africa che in Italia. Aspettiamo i primi arresti e i primi sequestri di imbarcazioni. Un Paese serio comincia a sequestrare delle imbarcazioni. Purtroppo al Governo abbiamo gente poco seria", ha aggiunto il leader della Lega, invitando a non fermare le indagini e attaccando il premier Gentiloni perché, a suo dire, "tace sui dossier dei Servizi" e quindi "è complice"