Migranti a bordo della Ocean Viking (Ansa)
Migranti a bordo della Ocean Viking (Ansa)

Roma, 22 agosto 2019 - Risolta la situazione migranti della Open Arms, si apre quella della Ocean Viking. E' stallo per la nave della ong francese che vaga nel Mediterraneo. Rimangono solo cinque giorni di razioni alimentari standard a bordo dell'imbarcazione che ha a bordo 356 sopravvissuti (di cui 103 tra bimbi e ragazzi) bloccati in mare da 13 giorni. "Ancora nessun posto di sicurezza ci è stato assegnato. Siamo preoccupati per il rapido peggioramento dello stato di salute mentale delle persone a bordo", è l'allarme lanciato da Medici Senza Frontiere. Il Garante nazionale dei Detenuti lancia un appello ai colleghi di Norvegia e Malta ("Serve un lavoro comune"), mentre dal Portogallo arriva la disponibilità "ad accogliere fino a 35 persone". 

OPEN ARMS - In Sicilia intanto proseguono senza sosta gli sbarchi fantasma, mentre a Porto Empedocle l'unità Open Arms, che batte bandiera spagnola ed è stata posta sotto sequestro precauzionale, è stata ispezionata dai militari della Guardia Costiera ai sensi delle norme comunitarie e internazionali. Da tali verifiche sono emerse una serie di gravi anomalie relative alla sicurezza della navigazione, al rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente marino, al training dell'equipaggio con le procedure di emergenza. Le anomalie hanno comportato l'immediato fermo amministrativo dell'unità che pertanto potrà lasciare lo scalo dopo eliminazione delle irregolarità rilevate. Lo comunica in una nota la Guardia costiera. Si apprende intanto che una settantina di migranti sbarcati a Lampedusa dalla Open Arms saranno trasferiti a Porto Empedocle sul traghetto di linea, e il viaggio proseguirà per l'hot spot di Pozzallo, dove verranno avviate le procedure di identificazione. Dei 163 migranti sbarcati a più riprese dalla Open Arms, esclusi i minori soli e le famiglie con bambini piccoli, 110 potrebbero essere ricollocati nei paesi che hanno offerto disponibilità alla Commissione europea: 40 la Francia, 40 la Germania, 10 il Portogallo, dai 3 ai 5 il Lussemburgo. La Spagna, il paese di bandiera della nave e della Ong, che aveva annunciato la disponibilità ad accogliere tutti nei loro porti, ora si è detta disponibile a prendene in carico15 soltanto.

SEA WATCH - Ed è smacco al Municipio di Parigi che ha proposto un riconoscimento a Carola Rackete, nei giorni caldi in cui la pasionaria che ha forzato il blocco e mandato in porto la Sea Watch carica di migranti speronando la motovedetta italiana, e che ha tributato identica onorificenza all'altra comandante, Pia Klemp. Quest'ultima però respinge piccata l'offerta di una medaglia. Piovono accuse di ipocrisia sulla condotta dei transalpini nei confronti dei richiedenti asilo. In pratica, i francesi che invocano accoglienza indiscriminata nel Mediterraneo e impongono lezioni di bon ton all'Italia, a casa loro non andrebbero tanto per il sottile, secondo l'accusa della volontaria della ong.

Si apprende oggi ufficialmente che il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, chiederà un incontro chiarificatore alla Klemp, capitana della Sea Watch 3 accanto a Carola Rackete. La municipalità parigina ha fatto sapere di voler discutere con Klemp, tedesca, indagata dalla magistratura in Italia, dell'accoglienza riservata ai migranti dalla Francia. Nel luglio scorso il Comune di Parigi aveva annunciato l'assegnazione di una medaglia alle due capitane tedesche della Sea Watch 3 per la loro azione di salvataggio di migranti nel Mediterraneo, quasi a voler sottolineare il loro gesto coraggioso. Ma Klemp ha declinato l'offerta spiazzando i transalpini che su questi temi, con il presidente Emmanuel Macron, si sono spesso mostrati dalla parte delle ong. "Signora Hidalgo - era stata qualche giorno fa la risposta della capitana di Sea Watch - lei vuole decorarmi per la mia attività solidale nel mar Mediterraneo. Al tempo stesso, la vostra polizia strappa le coperte di gente costretta a vivere per strada, reprimete manifestazioni e criminalizzate persone che difendono i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo. Volete darmi - continuava la Klemp - una medaglia per azioni che combattete all'interno dei vostri confini. Sono certa che non sarete sorpresi che io la rifiuti".