Lo sbarco dei migranti della Open Arms a Lampedusa (Ansa)
Lo sbarco dei migranti della Open Arms a Lampedusa (Ansa)

Roma, 21 agosto 2019 - La fine del governo M5s-Lega si consuma anche in un nuovo scontro tra Viminale e Difesa sul fronte migranti, mentre gli 83 a bordo della Open Arms hanno trascorso la loro prima notte sulla terra ferma dopo 19 giorni. E resta ancora in stand-by la Ocean Viking, la nave della ong francese Sos Mediterranèe con a bordo 356 persone.

Salvini contro Trenta

Il ministero della Difesa, guidato da Elisabetta Trenta, "ha modificato unilateralmente i compiti affidati a coloro che intervengono nell'ambito delle operazioni di pattugliamento". Le nuove indicazioni, fanno presente fonti del Viminale, "denotano un chirurgico ma significativo arretramento rispetto a quanto concordato per il contrasto dell'immigrazione clandestina". "Sono le prime prove tecniche di inciucio Pd-5Stelle sulla pelle degli Italiani?", si chiede Matteo Salvini. Accuse alle quali però rispondono fonti dello Stato Maggiore della Difesa, che "rassicurano" sul fatto che "nulla cambia per quanto riguarda compiti e struttura dell'operazione Mare Sicuro rispetto a quanto disposto in sede di Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica".

Open Arms, migranti sbarcati

Prima notte all'hotspot di Lampedusa per gli 83 migranti della Open Arms scesi nella notte dopo il sequestro dell'imbarcazione disposto dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, dopo un sopralluogo e la relazione della psicologa che ha descritto "condizioni emozionali estreme" a bordo. E la Commissione Ue si è detta "pronta a iniziare il coordinamento per il loro ricollocamento", ricordando la disponibilità ad accogliere già espressa da Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, e Romania. "Speriamo che questo spirito di solidarietà sia dimostrato anche per i migranti a bordo dell'Ocean Viking", ha detto la portavoce dell'esecutivo comunitario Natasha Bertaud. 

Spagna, possibile multa per ong

Anche la Spagna si è detta pronta ad accogliere la sua parte di migranti. Lo ha dichiarato la vicepremier carmen Calvo, che tutta via non esclude di poter multare la ong Proactiva Open Arms perché non l'autorizzazione a effettuare operazioni di soccorso al largo della Libia. "Noi siamo in uno Stato di diritto, tutti sanno ciò che possono fare e ciò che non possono fare", ha detto Calvo. Ad aprile la Open Arms era stata autorizzata a lasciare Barcellona, dove era stata bloccata per tre mesi, per trasportare aiuti umanitari verso le isole greche di Samo e Lesbo. Non le era invece consentito andare nelle acque al largo della Libia, ma vi si è recata ugualmente.

Lega Musulmana: "L'Italia va aiutata"

E, a fianco del nostro Paese, ora scende anche la Lega musulmana mondiale. "L'Europa deve aiutare l'Italia, distribuendo i migranti in tutti i Paesi e l'Italia dovrebbe ricevere fondi consistenti dall'Ue per il suo lavoro" di accoglienza dal Mediterraneo, dice il suo segretario generale Muhammad Bin Abdul Karim Al-Issa all'Ansa. "L'Italia non può fare da sola e il lavoro più importante" per i Paesi europei "è quello di non far sentire gli immigrati un peso, bensì che siano e si sentano produttivi", aggiunge Al-Issa intervistato al Meeting di Rimini.