Migranti soccorsi in mare (Dire)
Migranti soccorsi in mare (Dire)

Roma 19 settembre 2020 - L'emergenza migranti continua nel Mediterraneo. La ong Sea Watch in un tweet lancia l'allerta per 33 persone aggrappate in mezzo al mare a un gommone: "Naufragio in corso ora, al largo di Garabulli in Libia. Un pescatore ci ha appena detto di aver salvato 21 persone ma ha divuto lasciarne 33 dietro, aggrappate ai resti del gommone. Lui ha cercato di informare le autorità, ma non c'è stata reazione. Potrebbero essere ancora vivi ed hanno bisogno di aiuto ora".

Da stanotte a Lampedusa si sono contati 13 sbarchi. Una motovedetta della Capitaneria di porto ha intercettato un barchino con a bordo 14 persone, fra cui una donna. Mentre una vedetta della Guardia di finanza, a 5 miglia da Capo Ponente, ha soccorso un natante con 15 tunisini a bordo, fra cui 5 minorenni. A bordo c'era anche una mamma e il suo neonato sull'imbarcazione. La donna ha partorito poco prima che la motovedetta li intercettasse. Puerpera e neonato, dopo lo sbarco a Lampedusa, sono stati subito trasferiti, in via precauzionale, con elisoccorso, in un ospedale di Palermo. I due gruppi sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola da dove, stamattina, sono stati trasferiti 40 migranti, mentre altri 60 stanno lasciando l'isola con il traghetto di linea che giungerà all'alba di domani a Porto Empedocle (Ag). Nella struttura, al momento, restano 487 persone.

La nave Alan-Kurdi, noleggiata dall'organizzazione tedesca ong Sea-Eye ha soccorso circa 114 migranti a bordo di due imbarcazioni al largo delle coste libiche. Prima soccorsi 90 migranti su un "gommone sovraccarico" al largo delle coste libiche, e dopo l'imbarco di altri 24 rifugiati su un piccolo peschereccio. Tra le 114 persone tratte in salvo ci sono otto donne, di cui una incinta, e otto bambini, ha detto Sea-Eye. 

Nel Mar Egeo la guardia costiera turca ha portato a riva 32 migranti in difficoltà: il gommone, con a bordo donne e bambini, era stato intercettato al largo della località di Ayvalik, nella provincia di Balikesir, dopo che le motovedette greche li avevano respinti nel tentativo di raggiungere l'isola di Lesbo.