Migranti, un aereo per i rimpatri (Ansa)
Migranti, un aereo per i rimpatri (Ansa)

Roma, 15 settembre 2018 - Sono stati trasferiti a Trapani 130 dei 184 migranti tunisini sbarcati ieri a Lampedusa a bordo di sette barconi. I primi 70 sono arrivati nella notte al porto di Trapani a bordo di due motovedette della Capitaneria di porto. Gli altri 60 sono prima arrivati in nave a Porto Empedocle e poi portati a Trapani. Saranno tutti portati nel centro d'accoglienza di Milo, in attesa di essere rimpatriati, come annunciato ieri dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il rimpatrio dei primi 40, fanno sapere fonti del Viminale, comincerà probabilmente lunedì. Mentre un secondo scaglione dovrebbe partire giovedì. Verranno trasportati con i voli charter attualmente utilizzati nell'ambito dell'accordo già in vigore da anni con la Tunisia che prevede procedure semplificate per il rimpatrio dei cittadini sbarcati sulle coste siciliane, con un massimo di 80 rimpatri a settimana.

TUNISI FRENA SALVINI - "Per il rimpatrio ci vorrà qualche ora", aveva detto ieri il titolare del Viminale. "Stiamo lavorando a soluzioni innovative ed efficaci", aveva assicurato dopo la conferenza sulle migrazioni a Vienna in cui aveva incontrato il ministro tunisino. Oggi, a margine di un evento a Roma, ha ribadito: "Ci stiamo lavorando e stiamo lavorando anche per cambiare o migliorare gli accordi che gli altri ci hanno lasciato e non sono assolutamente soddisfacenti, non possiamo espellere 5-6 mila persone all'anno, aumentare e raddoppiare e triplicare e quadruplicare il numero. Stiamo lavorando con alcuni paesi per fare quello che altri non hanno fatto".  Fatto sta che da Tunisi frenano sui rimpatri immediati con voli charter e confermano solo i due voli già concordati a settimana per un massimo di 80. Martedì Salvini riceverò a Roma il collega tunisino, Hichem Fourati, per affrontare più nel dettaglio la questione. 

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SALVINI - E a proposito del flusso dalla Tunisia, il vicepremier puntualizza ancora: "Voli charter già ne partono per la Tunisia settimanalmente, l'importante è che ne partano di più e con più gente a bordo". E ricorda: "Stiamo lavorando sul flusso in arrivo dalla Tunisia. Martedì avrò un incontro a Roma, lì non c'è guerra e non c'è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare in Italia".

BERLINO - Intanto il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, si dice ottimista sull'accordo in discussione con l'Italia sui rifugiati. "Continuerò: lo faremo", ha assicurato il leader della Csu sabato alla festa del suo collegio elettorale a Monaco secondo quanto riferisce la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Ieri Salvini aveva ribadito di "non avere ancora firmato" l'accordo. "L'Italia vuole vedere soddisfatte alcune altre richieste", ha sottolineato Seehofer.