Trapani, 12 luglio 2018 - Dopo oltre otto ore di attesa al porto di Trapani su nave Diciotti della Guardia costiera, intorno alle 23 al molo Ronciglio, i 67 migranti hanno lasciato il natante che è stata la loro casa per cinque giorni. Tra loro sei bimbi e tre donne, i primi a scendere. A precedere tutti, due indagati accompagnati dalla polizia. Sono soprattutto pakistani, sudanesi e libici. Un grosso pullman nero li ha attesi, insieme ai blindati e ai mezzi della polizia e dei carabinieri. Sotto gli occhi di un piccolo gruppo di cittadini, famiglie e ragazzini che ha accolto gli sbarcati con un applauso. Destinazione le strutture d'accoglienza della provincia, come disposto dal tavolo della prefettura.

Lo sbarco lo aveva annunciato il premier Conte: "Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti. Sono state completate le procedure di identificazione delle persone che erano a bordo, con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti, a cura della Polizia di Stato, con assunzione delle informazioni testimoniali di tutte le persone che sono state trasportate". così in una nota il premier Conte. "Gli esiti delle ulteriori indagini verranno trasmessi alla procura competente", conclude Conte.

La cosa ha creato "stupore" al Viminale per gli interventi di Mattarella e "rammarico" per la scelta della Procura sulla Diciotti. Ma è lo stesso ministro Salvini a confermare che "spera lo sbarco possa avvenire in nottata". Il "rammarico" è perché non sono state sposate le tesi della polizia e non ci sono stati arresti, ma due indagati in stato di libertà per violenza privata aggravata. Poi, in serata, un tweet per sottolineare l'esito della vicenda: "Nave Diciotti, due indagati, scafisti individuati, tutti fermati e interrogati. È finita la pacchia!", dice il ministro dell'Interno.

Trovati due potenziali colpevoli su quanto accaduto sul rimorchiatore Vos Thalassa: sono dei profughi, Ibrahim Bushara, sudanese, e Hamid Ibrahim, ganese, che, su indagini dello Sco, della squadra mobile e del Nucleo speciale intervento del Comando generale della Guardia Costiera, sono stati indagati in stato di libertà per concorso in violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore. Reato che non prevede l'arresto. Le accuse di impossessamento di nave e minacce ipotizzate dalla polizia non sono state ritenute contestabili dai Pm. 

La nave della Guardia costiera era entrata nel porto di Trapani con a bordo 67 migranti soccorsi 4 giorni fa dal cargo Vos Thalassa. L'approdo era stato rinviato a causa delle indagini in corso dopo le presunte tensioni a bordo per il timore di tornare in Libia.

Salvini: "Dovranno scendere in manette"

Salvini però si era opposto allo sbarco. "Io non voglio farmi prendere in giro. Finché non c'è chiarezza su quanto accaduto io non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità", ha detto il ministro. "O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state e allora devono pagare o l'aggressione c'è stata e allora i responsabili devono andare in galera". Danilo Toninelli, ministro dei trasporti, invace ha fatto sapere che le "indagini vanno avanti, nessuno minacci i nostri lavoratori. Se il pericolo paventato a bordo della Vos Thalassa non corrispondesse al vero, lo dirà la magistratura".

Salvini: io non autorizzo lo sbarco dalle nave Diciotti

Fonti del governo in precedenza avevano fatto sapere che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella stava seguendo con attenzione la vicenda. Il capo dello stato ha avuto anche contatti con il premier Giuseppe Conte. In più hanno fatto sentire la loro preoccupazione le organizzazioni umanitarie presenti sul molo di Trapani (Intersos, Medici Senza Frontiere, Oim, Save the Children, Unicef e Unhcr). Le ong hanno espresso "profonda preoccupazione per il ritardo protratto nello sbarco di 67 persone presenti sulla Nave della Guardia Costiera Diciotti" e chiedono di "agevolare urgentemente le operazioni di sbarco".

Salvini: i rifugiati che tornano nel loro Paese non rientrano più

Due persone intanto sono state denunciate: si tratta di un ganese e di un sudanese identificati dal personale della polizia. I due sono indagati per il reato di concorso in violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore. La Procura di Trapani, secondo quanto si apprende, al momento non starebbe valutando la possibilità di disporre provvedimenti cautelari nei loro confronti.

Salvini: i rifugiati che tornano nel loro Paese non rientrano più

Al molo Ronciglio stamane è stato organizzato un presidio antirazzista, con lo slogan 'Restiamo umani' scandito ad alta voce. Tra i manifestanti ha dominato il rosso: magliette, bandane e cappelli dello stesso colore diventato il simbolo della protesta a favore dell'apertura dei porti e l'accoglienza di migranti. All'iniziativa hanno aderito diverse associazioni, comprese Libera e Cgil che hanno contestato i "muri che qualcuno vuole mettere fra i migranti e le nostre città" e hanno invitato il Movimento 5 stelle a "non farsi trascinare da Salvini".

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