Il vescovo austriaco Ägidius J. Zsifkovics
Il vescovo austriaco Ägidius J. Zsifkovics

Roma, 29 aprile 2016 - Ai poliziotti ha fatto sentire forte e chiaro il suo nein: sui terreni della sua diocesi, Eisenstadt, in Austria, non sorgerà neanche un metro del muro che le autorità vogliono innalzare al confine magiaro per arginare il flusso dei migranti. Il vescovo ribelle ha 53 anni e si chiama Ägidius Zsifkovics. Oltre a guidare la Chiesa locale a cavallo con l’Ungheria, è presidente della Commissione episcopale austriaca per l’Integrazione e ‘ministro’ per i Profughi della Comece, l’organismo di rappresentanza dei vescovi dei Paesi dell’Unione europea. Per ora è lui a uscire vincitore dal braccio di ferro con il governo di Vienna. 

I fatti sono questi. Il ministero degli Interni ha deciso di montare una recinzione metallica lungo un tratto del confine ungherese, in corrispondenza di Körmend, villaggio in territorio magiaro distante un paio di chilometri dall’Austria. Qui le autorità di Budapest hanno allestito un centro di accoglienza. Vienna in piena campagna elettorale per le presidenziali, teme che molti profughi tentino di attraversare la frontiera irregolarmente. E per questo pensa di proteggersi, erigendo una barriera di nove chilometri, più lunga di quella di Spielfeld, al confine con la Slovenia. Prima di piantare i pali e di stendere la rete serve, però, l’ok dei proprietari dei terreni. 

Tra questi la diocesi di Eisenstadt, il cui vescovo Zsifkovics non ci sta. Il presule ha vietato alle ruspe di entrare in due proprietà della Chiesa. Intervistato dai media locali, ha ricordato che «anche la sacra famiglia era una famiglia di profughi. Chi non lo capisce vive al di fuori del cristianesimo». E ancora: «Comprendo le paure delle persone. Però sarei un cattivo vescovo, se non sapessi dare a queste paure una risposta cristiana. E questa non è lo steccato. Semmai, in caso di necessità, un buco nello steccato!». In Austria Zsifkovics non è da solo sulla via dell’accoglienza ‘senza se e senza ma’ tracciata dal Papa. Proprio ieri la conferenza episcopale ha bocciato il progetto di muro al Brennero: «Servono decisioni coordinate a livello europeo che tutelino la dignità delle persone»