Migranti, il salvataggio da parte della Mare Jonio (Ansa)
Migranti, il salvataggio da parte della Mare Jonio (Ansa)

Lampedusa, 10 maggio 2019 - Allarme per l'ennesima strage del mare. Secondo Alarm Phone almeno 70 persone sono morte annegate in un naufragio al largo della Tunisia. Intanto, a casa nostra, i migranti salvati ieri dalla nave della Marina sono stati fatti sbarcare ad Agusta su diretta indicazione del premier Giuseppe Conte, mentre la nave Mare Jonio della Ong Mediterranea, che ieri ha tratto in salvo 30 persone, ha attraccato al porto di Lampedusa ed è stata sequestrata. I migranti sono sbarcati poco dopo

"NUOVA STRAGE IN MARE" - Intanto Alarm Phone twitta l'annuncio di una tragedia: "Almeno 70 migranti sono annegati oggi al largo di Sfax, Tunisia, in un naufragio. Molto probabilmente la barca è partita dalla Libia e il numero di morti potrebbe aumentare. L'operazione di salvataggio è ancora in corso. Sedici persone sono state salvate dai pescatori". E ci sarebbe anche un barcone in avaria al largo delle coste libiche: "Più di 100 vite a rischio, incluse 24 donne e 8 bambini. Abbiamo ricevuto una chiamata stamattina da una barca partita dalla Libia. Comunicazione difficile per segnale debole. Abbiamo chiamato la Guardiacostiera libica che non risponde". 

NUOVO SALVATAGGIO - Settanta migranti, tutti uomini, a bordo delle imbarcazioni di Guardia costiera e Guardia di Finanza, sbarcheranno al porto di Lampedusa. Sono stati soccorsi poco fa alle motovedette delle Fiamme gialle e della Guardia costiera che li hanno trasbordati.

IL SEQUESTRO - Tornando alla Mare Jonio, fonti del Viminale fanno sapere che la Guardia di Finanza ha provveduto ad un "sequestro d'iniziativa" della nave. I militari dopo esser saliti a bordo avrebbero rilevato alcune irregolarità e proprio per procedere al sequestro è stato consentito alla nave di entrare nel porto di Lampedusa. L'accusa ipotizzata nei confronti dell'equipaggio è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Un atto dovuto dopo la segnalazione fatta dalla Finanza. La Procura di Agrigento deve valutare però, alla luce della ricostruzione delle modalità del salvataggio e della situazione politica e di sicurezza in Libia, se ci siano stati profili di reato. Il sequestro preventivo è stato "notificato alle 20.45. Indagato il comandante", si legge in un tweet della ong Mediterranea

CONTE - Sulla vicenda è intervento, poco prima dello sbarco, anche il premier Conte. "Ci siamo sentiti con Salvini e siamo d'accordo sul sequestro, la nave era stata già diffidata, ora si faranno le verifiche. C'è di mezzo l'autorità giudiziaria e non entro nel merito. I migranti a bordo verranno fatti scendere e messi in sicurezza, ci mancherebbe, mica li mettiamo nelle patrie galere, o li affoghiamo in mare...", ha affermato Conte conversando con i giornalisti fuori Palazzo Chigi.

SALVINI - "Mi risulta che la nave Jonio non entrerà a Lampedusa da nave libera. Non voglio portare via il lavoro ai magistrati. Io faccio il ministro dell'Interno e garantisco la sicurezza ai cittadini". Ha commentato Matteo Salvini. "Mi risulta che a bordo ci siano stati gli uomini della Finanza e che abbiamo fatto i rilievi del caso - ha aggiunto Salvini - Tutto questo è stato sottoposto all'autorità giudiziaria. Aspetto la soluzione positiva di questa vicenda".

E su Twitter il ministro dell'Interno ha scritto "ultimo viaggio per la nave dei centri sociali Mare Jonio: bloccata e sequestrata. Ciao ciao". Il titolare del Viminale ha postato anche una foto della nave e di Luca Casarini, ex leader dei centri sociali del nord est e ora attivista e capo missione di Mediterranea, con la scritta "sequestrata".

Inoltre il ministro dell'Interno ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi per sollecitare un'azione collegiale per stipulare nuovi accordi bilaterali sui rimpatri.

DI MAIO - "Le decisioni che sono state prese, come sempre, sono di tutto il governo. La cosa positiva è che questa nave è stata sequestrata un'altra volta: spero che si arrenda e smetta di girare nel Mediterraneo facendo una serie di azioni che evidentemente hanno qualcosa che non va". Ha detto da Palermo il vice premier Luigi Di Maio.

L'ARRIVO A LAMPEDUSA - A rendere noto l'attracco a Lampedusa era stata l'ong Mediterranea su twitter. "Partita in questo momento Mare Jonio per fare ingresso al porto di Lampedusa - aveva scritto sul social - per completare operazioni di salvataggio con lo sbarco dei naufraghi nel porto sicuro, come prevede la legge". Due unità della Guardia di Finanza hanno scortato la nave verso il porto.

Intorno alle 7 di mattina, la Ong aveva riferito sempre via Twitter, che l'imbarcazione  era "entrata in acque territoriali italiane 12 miglia a sud di Lampedusa" e subito era stata "raggiunta da due unità della Guardia di Finanza per un "controllo di polizia"".

Poco prima l'Ong twittava: "Chiediamo ingresso in porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e bambina a bordo", mentre nella notte un altro tweet dava conto della della risposta del Centro di coordinamento dei soccorsi italiano (Mrcc di Roma): "Ci è stata inoltrata una mail del Viminale che chiede di fare riferimento alle "Autorità Libiche", quelle di un paese in guerra dove i diritti umani non esistono".

 

Migranti salvati dalla Marina militare: sbarco ad Augusta

E' arrivata invece al porto militare di Augusta (Siracusa) la nave 'Stromboli' della Marina militare con a bordo i 36 migranti soccorsi ieri dalla nave 'Cigala Fulgosi'. I migranti sono stati fatti sbarcare. L'annuncio è stato dato ieri sera da Palazzo Chigi, dopo le polemiche scoppiate durante la giornata. Il premier in una nota aveva aggiunto che  "Francia, Malta, Lussemburgo e Germania, nel giro di poche ore, hanno dichiarato la disponibilità ad accoglierli, partecipando alle operazioni di redistribuzione".

DI MAIO -  Su questo caso interviene il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio: "Senza urlare o sbraitare, senza minacce al mondo, in poche ore, grazie soprattutto al lavoro del presidente Conte, siamo riusciti a salvare la vita a quelle persone e a fare in modo però che a occuparsene non fosse nuovamente l'Italia, ma l'Europa" scrive su Facebook  aggiungendo che "la giornata di ieri mi auguro faccia riflettere qualcuno. Se quando nasce un problema il tuo primo pensiero non è risolverlo, ma finire sui giornali, allora c'è qualcosa che non va". "In un governo ci si siede al tavolo tutti insieme e si lavora. Per il Paese. Questo ci chiedono gli italiani!", conclude Di Maio.