Roma, 3 settembre 2019 - Nave sequestrata dalla Finanza e multa all'armatore di 300mila euro. Questi i provvedimenti nei confronti della Mare Jonio, eseguiti stamane dopo lo sbarco dei 31 migranti a Lampedusa, e in applicazione del decreto sicurezza bis. La nave della ong era entrata nel porto dell'isola dopo l'ok della Guardia Costiera, arrivato "per motivi sanitari", nonostante lo stop del Viminale. A dispetto di multe e sequestri, Mediterranea Saving Humans, la ong che opera sulla Mare Jonio, non ha nessuna intenzione di desistere. "Ritorneremo", assicura, contestando "l'assurda e paradossale applicazione" del decreto sicurezza bis, che definisce un "ultimo atto di cattiveria vendicativa", e rimarcando il via libera ricevuto dalle autorità marittime. 

Nave Eleonore

Nel frattempo, un portavoce della Commissione europea riferisce che i migranti a bordo della nave Eleonore dell'ong tedesca Mission Lifeline, entrata ieri nel porto di Pozzallo con 104 persone a bordo dopo aver forzato il divieto, saranno ricollocati in Germania, Lussemburgo, Irlanda, Portogallo e Francia. L'Esecutivo comunitario si è occupato del coordinamento dell'accoglienza su richiesta della Germania. La Commissione - viene precisato - non è invece coinvolta in modo diretto nelle vicende della Mare Jonio e della Alan Kurdi.

La Procura di Ragusa, intanto, ha iscritto nel registro degli indagati il comandante e il capo missione della Eleonore. Per loro l'ipotesi di reato è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'indagine è coordinata dal procuratore Fabio D'Anna e seguita dal pm Francesco Riccio.