Matteo Salvini (Ansa)
Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 2 luglio 2018 - Nel giorno di un nuovo naufragio nel Mediterraneo con oltre 100  migranti dispersi, filtrano i primi dettagli sul 'Piano Salvini' messo a punto in una riunione della Commissione bilaterale italo-libica riunitasi oggi a Tripoli. Si tratta di "un piano di rafforzamento urgente" delle forze libiche impegnate nella lotta all'immigrazione illegale. Prevede la fornitura di gommoni, equipaggiamenti, veicoli e altro materiale per Guardia costiera, Marina e Guardia di frontiera di Tripoli.

L'annuncio, secondo quanto si é appreso, é stato dato in una conferenza stampa tenuta al termine della riunione della Commissione bilaterale nella capitale libica. Altre azioni previste sono quelle di accelerare la manutenzione di imbarcazioni libiche a cura della controparte italiana, effettuare sopralluoghi nei centri per migranti e migliorare la situazione in queste strutture anche attraverso un incremento dei rimpatri. La riunione, presieduta dall'ambasciatore d'Italia a Tripoli, Giuseppe Perrone, é il "primo esito concreto" della missione compiuta nella capitale libica il 25 giugno dal ministro dell'Interno.

IL CDM - E stasera il Consiglio dei ministri ha licenziato in decreto legge che consente l'invio di 12 nuove motovedette in Libia. "Salvare più vite umane e scoraggiare la partenza dei barconi della morte. E' concreto lo sforzo che la Guardia Costiera e il mio ministero stanno facendo per consentire alla Libia di presidiare meglio la propria area di mare Sar e per rendere più efficiente il Centro di coordinamento dei soccorsi di Tripoli", dichiara il ministro delle Infrastrutture Toninelli. 

L'UE: NO RIMPATRI IN LIBIA - Intanto arriva la dura presa di posizione dell'Unione europea contro i rimpatri dei migranti in Libia. "Non ci saranno mai dei rimpatri dell'Ue verso la Libia o navi europee che rimandano i migranti in Libia - dice la portavoce della Commissione europea per la migrazione Natasha Bertaud -. Questo è contro i nostri valori, il diritto internazionale e quello europeo". E aggiunge: "Siamo ben al corrente della situazione inumana per molti migranti in Libia. L'Onu è al lavoro per migliorare le loro condizioni, e c'è un meccanismo di transito d'urgenza, per evacuare queste persone dalla Libia". 

104 MIGRANTI DISPERSI - Oggi un nuovo naufragio, stavolta con 114 dispersi, è stato segnalato dall'Unhcr al largo delle coste libiche. "Un altro triste giorno in mare: oggi 276 rifugiati e migranti sono stati fatti sbarcare Tripoli, inclusi 16 sopravvissuti di un'imbarcazione che portava 130 persone, delle quali 114 sono ancora disperse in mare", riferisce un tweet della sezione libica dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati.

IL CASO SEAWATCH - Il tutto mentre monta il caso Seawatch, relativo alla nave ong sottoposta "a fermo" a Malta e impossibilitata a lasciare il porto de La Valletta. A confermarlo è lo stesso equipaggio su Twitter. "Mentre ci impediscono di lasciare il porto - denuncia Seawatch -, la gente sta affogando: ogni ulteriore morte in mare è responsabilità di coloro che impediscono il salvataggio. Salvare vite mare non è negoziabile". Rilasciata su cauzione (11mila dollari) la nave della ong Lifeline.