L'attracco della Alex a Lampedusa (Ansa)
L'attracco della Alex a Lampedusa (Ansa)

Roma, 7 luglio 2019 - La barca a vela Alex dell’ong Mediterranea forza il blocco ed entra in porto a Lampedusa. Salvini non autorizza lo sbarco e torna a polemizzare duramente con la Difesa, alla quale già l’altroieri aveva dapprima vietato di prendere a bordo i 46 migranti della Alex per portarli a Malta, dove erano attesi dopo l’intesa tra i premier Muscat e Conte, per poi dare il via libera ad un trasbordo dei migranti su due motovedette ma solo ed esclusivamente fino alle acque territoriali di Malta, dove sarebbero nuovamente dovuti essere trasbordati sul veliero della Ong. Salvini voleva infatti che fosse la Alex a portare i migranti a Malta per poi essere sequestrata dalle autorità e il suo equipaggio denunciato. Ma Mediterranea ha fiutato la trappola e invocato lo «stato di necessità» dirigendosi su Lampedusa. 
 
"Non autorizzo nessuno sbarco di chi se ne frega delle leggi italiane e aiuta gli scafisti" è stata la risposta di Salvini. "La nave dei centri sociali, che a quest’ora sarebbe già arrivata a Malta che aveva dato la disponibilità di un porto sicuro infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Questi non sono salvatori, questi sono complici dei trafficanti di esseri umani". 
Sta di fatto che alle 17 di ieri la Alex è giunta in porto ed è attraccata al molo commerciale. "La situazione è insostenibile, qui c’è gente che ha bisogno di andare in bagno, questo è sequestro di persona", ha accusato Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea. Dopo due ore la Alex è stata spostata al molo Favaloro, dove, verso la mezzanotte, è scattato il sequestro penale disposto dalla Guardia di Finanza. Sequestro che ha portato allo sbarco di tutti i migranti. E i membri dell’equipaggio sono stati indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. "Bene", ha commentato con un tweet Matteo Salvini.


E sempre verso la mezzanotte la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye, cui ieri una motovedetta della GdF ha notificato il divieto di ingresso, si è diretta verso Malta. Il ministro dell’Interno tedesco Seehofer ieri aveva dato la sua disponibilità ad accogliere parte dei migranti sia della Alex che della Alan Kurdi e aveva invitato Salvini ad aprire i porti. Ma il vicepremier aveva replicato a muso duro: "Non li apro. Chiediamo invece al governo Merkel di ritirare la bandiera tedesca a navi che aiutano trafficanti e scafisti". 
Salvini aveva poi polemizzato con i ministri Trenta e Tria: "Io non autorizzo nulla, difendo leggi e confini dell’Italia. Ma politicamente ogni tanto mi sento solo. Chiederò al ministro della Difesa e al ministro dell’Economia, che hanno la responsabilità di Marina Militare e GdF, di aiutarci in questa battaglia di legalità". 
 
Salvini aveva anche lanciato una stoccata a Tria ("La nave Mediterranea, se non ricordo male, aveva avuto a bordo anche il figlio del ministro dell’Economia. Poi, per carità, ognuno passa il tempo dove meglio crede"). "La mia competenza – ha rincarato la dose – non è in mare, posso indicare un porto sicuro e bloccare uno sbarco non autorizzato, ma non dipendono da me le Forze Armate. Per questo chiederò ai vertici delle Forze Armate: o le navi militari italiane servono in mare a far rispettare le leggi e i confini o se servono da scorta per la navi fuorilegge, domandiamoci sull’utilità e sull’utilizzo di questo navi". 


"Basta attacchi ai militari, esigiamo rispetto. Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione. Questi sono i fatti", hanno replicato fonti della Difesa. E dopo il sequestro della Alex, Tria ha commentato che "quanto accaduto e l’avvenuto attracco a Lampedusa, costituiscono i presupposti per l’intervento della magistratura".