Giovedì 25 Luglio 2024

Cambia la cauzione per migranti: “da 2500 a 5mila euro da valutare caso per caso”

Il governo rivede la contestata garanzia finanziaria da 5mila euro chiesta ai richiedenti asilo per non essere trattenuti in un centro

Salvataggio di migranti in mare (Ansa)

Salvataggio di migranti in mare (Ansa)

Roma, 19 giugno 2024 – Il governo rivede la contestata cauzione da 5mila euro chiesta ai richiedenti asilo per non essere trattenuti in un centro in una condizione di detenzione preventiva. La garanzia finanziaria ora andrà da 2.500 a 5mila euro e sarà valutata dal questore “caso per caso” tenendo conto “della situazione individuale dello straniero”. Lo prevede un decreto del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, pubblicato in Gazzetta ufficiale, che modifica il decreto del 14 settembre 2023, "al fine di assicurare la flessibilità alla prestazione della garanzia finanziaria anche dal punto di vista soggettivo”. 

Le tempistiche di pagamento

Nel provvedimento di nove mesi fa, si prevedeva che la somma fosse erogata "entro il termine in cui sono effettuate le operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico". Il nuovo decreto stabilisce il termine "entro sette giorni lavorativi decorrenti dalla comunicazione dell'importo determinato dal questore", con la possibilità che sia "prestata per un periodo di ventotto giorni, anche da parenti dello straniero in linea retta o collaterale entro il terzo grado, regolarmente soggiornanti in Italia o in altro Stato dell'Unione europea".

La valutazione del questore 

Per determinare l'importo della garanzia, il questore "valuta, in particolare, il grado di collaborazione fornita dallo straniero nelle procedure di identificazione, desumibile dalla documentazione, anche di natura elettronica, esibita ovvero dalle dichiarazioni rese dal medesimo". Tra queste vengono indicate la declinazione delle proprie generalità e l'indicazione della cittadinanza posseduta; la copia dei documenti di identità o di viaggio o la copia di ogni altro documento che attesti l'identità o la cittadinanza e sia in grado di agevolarne l'identificazione; la documentata indicazione del luogo di provenienza o di abitazione nel paese di origine; la descrizione delle modalità e degli itinerari del viaggio effettuato e degli eventuali organizzatori;

l'indicazione delle generalità dei parenti, nonché del luogo, dell'indirizzo ovvero di un recapito telefonico in cui possono essere rintracciati in Italia; l'indicazione dell'indirizzo del luogo, in Italia, dove intende alloggiare o delle generalità e del recapito anche telefonico di chi è disponibile a offrigli ospitalità in Italia.

Il problema giuridico

Nei mesi scorsi la Cassazione aveva sottoposto il caso alla Corte Ue chiedendo se la garanzia finanziaria fissa fosse armonizzata con la direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, che parla delle norme relative all’accoglienza dei richiedenti asilo. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, la norma poteva andare contro le direttive Ue, essendo l’ammontare fissato ad una cifra di 5mila euro uguale per tutti, senza consentire l’adattamento dell’importo alla situazione individuale del richiedente asilo. Inoltre, non poteva neanche costituire la garanzia attraverso terzi: l’importo è da versare individualmente, mediante fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa. La tesi, dunque, era che in questo modo si ostacolava la fruizione della misura alternativa a chi non ne ha le risorse.