Controlli della polizia (Newpress)

Roma, 9 luglio 2018 - Controlli straordinari da questa mattina nelle zone in prossimità degli ex valichi di frontiera delle province di Gorizia e Trieste per il contrasto ai flussi di migranti irregolari. Le azioni di controllo, che prevedono anche posti di blocco nelle aree di confine, proseguiranno ininterrottamente nell'arco delle 24 ore per una ventina di giorni. Osservati speciali gli automezzi e le persone sospettate di attività di ingresso illegale. L'operazione, che prevede anche l'uso di rinforzi delle forze dell'ordine provenienti da altre città come Milano, Padova, Bologna e Firenze, è stata decisa durante un vertice a Trieste presieduto dal vice capo vicario della polizia, il prefetto Luigi Savina, alla presenza dei questori di Trieste e Gorizia e dei vertici regionali della polizia di frontiera, stradale e ferroviaria. 

BRENNERO - Intanto si registrano lunghe attese alla frontiera italo-austriaca del Brennero e a quella con la Germania di Kufstein in seguito all'introduzione dei controlli da parte dell'Austria. I veicoli vengono fatti rallentare a 30 chilometri orari e incanalati in una corsia, dove la polizia può eventualmente procedere al controllo delle persone e all'ispezione del mezzo. La situazione maggiormente critica è a Kiefersfelden dove per entrare in Austria si una coda che, in mattinata, ha toccato anche i 15 chilometri. 

Inoltre in vista del vertice tra i ministri dell'Interno dell'Unione Europea che si terrà giovedì e venerdì a Innsbruck, lo spazio aereo è sorvegliato da 26 velivoli militari, 14 aerei e 12 elicotteri. Più di 1.100 i soldati che saranno schierati. Le autorità austriache sottolineano che "i controlli alle frontiera non sono collegati al dibattito sull'immigrazione, saranno cercati possibili disturbatori e non in particolare migranti". Il secondo blocco di controlli della durata di cinque giorni è già stato pianificato dal 17 al 21 settembre, in occasione dell'incontro tra i Capi di Stato e di Governo dell'Ue a Salisburgo.

MOVIMENTI SECONDARI - E proprio dall'Austria arriva l'avviso per l'Italia: insieme alla Germania chiederanno di rispettare le attuali regole di Dublino sui movimenti secondari dei migranti. L'Italia, sostiene l'Austria, deve assumersi la responsabilità dei richiedenti asilo che si trasferiscono in altri paesi dopo essere entrati nell'Ue attraverso il suo territorio. A dirlo è il ministro dell'Interno di Vienna, Herbert Kickl, in un'audizione all'Europarlamento. Sui movimenti secondari "ci sono gli accordi di Dublino che prevedono innanzitutto la competenza italiana. Lì sta la competenza e la responsabilità. E in questa direzione andranno i negoziati" a tre con il tedesco Horst Seehofer e l'italiano Matteo Salvini, ha spiegato Kickl, rispondendo agli eurodeputati sulle misure annunciate dalla Germania e sulle possibili reazioni dell'Austria.