Navalny, dal carcere, ha chiamato, la Russia ha risposto. In tutto il Paese la gente è scesa in piazza per protestare contro il suo arresto. A Mosca e San Pietroburgo, come sempre, i numeri sono stati imponenti, almeno 40mila persone, secondo alcune stime, solo nella capitale. I fermi sono stati altrettanto copiosi, oltre 3.400 stando alla ong OVD-Info. Fra questi anche quello della moglie del dissidente, Yulia, rilasciata dopo alcune ore. A Mosca poi si sono verificati degli scontri, anche violenti, tra gli agenti in tenuta anti-sommossa e i manifestanti. Il tutto tra l’incoraggiamento dei passanti, specie gli automobilisti, che hanno suonato il clacson in sostegno. Come in Bielorussia. La giornata si è aperta, complice il fuso, con le prime testimonianze di disobbedienza nell’Estremo Oriente russo. Vladivostok, Khabarovsk, Chita, Novosibirsk, Irkutsk e persino Yakutsk, dove il termometro segna meno 50 gradi. Le grandi città siberiane hanno voluto dire la loro. Nella capitale Mosca gli slogan più gettonati fra i manifestanti (molti i giovanissimi) sono stati: ’Russia senza Putin’ e ’Putin ladro’.