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6 gen 2022

"Mia mamma uccisa 37 anni fa Riaprite l’inchiesta sul Mostro"

L’omicidio della coppia francese agli Scopeti, la battaglia di Anne: "Rimangono troppi punti oscuri, voglio giustizia"

6 gen 2022
stefano brogioni
Cronaca
Il sopralluogo del settembre scorso. dove furono uccisi Mauriot e Kraveichvili
Il sopralluogo del settembre scorso. dove furono uccisi Mauriot e Kraveichvili
Il sopralluogo del settembre scorso. dove furono uccisi Mauriot e Kraveichvili
Il sopralluogo del settembre scorso. dove furono uccisi Mauriot e Kraveichvili
Il sopralluogo del settembre scorso. dove furono uccisi Mauriot e Kraveichvili
Il sopralluogo del settembre scorso. dove furono uccisi Mauriot e Kraveichvili

di Stefano Brogioni A quasi 37 anni di distanza dall’omicidio, l’ultimo attribuito alla sanguinosa serie del mostro di Firenze, Anne Lanciotti, la figlia di Nadine Mauriot, uccisa e mutilata nella piazzola di Scopeti nel settembre del 1985 assieme al compagno Jean Michel Kraveichvili, chiede che si indaghi ancora. Lo fa attraverso il suo legale, l’avvocato Vieri Adriani, che in un comunicato stampa mette in risalto alcune "più complesse emergenze investigative, che contraddicono lo sbrigativo provvedimento di archiviazione emesso il 9 novembre 2020". Quello che ha scritto la parola fine all’inchiesta sull’ex legionario di Prato, Giampiero Vigilanti. La famiglia francese s’accoda quindi sul sentiero già intrapreso da un altro familiare di una vittima, Rosanna De Nuccio, sorella di Carmela, trucidata nel giugno del 1981 nella campagna di Scandicci mentre si trovava in auto con il fidanzato, Giovanni Foggi. Alla De Nuccio, nei mesi scorsi, la procura ha infatti negato l’accesso all’archivio degli atti di oltre cinquant’anni di indagine riguardanti otto duplici omicidi. Iniziati a Signa, nell’agosto del 1968, e terminati appunto a Scopeti, nel 1985. Delitti legati tra loro dalla stessa pistola, una calibro 22, e proiettili Winchester contraddistinti da una lettera H sul fondello, ma divisi da sentenze che non coprono l’interezza della serie. Mario Vanni e Giancarlo Lotti, condannati rispettivamente all’ergastolo e a 26 anni di carcere, "compagni di merende" di Pietro Pacciani (morto prima di un nuovo processo d’appello dopo l’annullamento da parte della Cassazione della sua assoluzione) per la giustizia italiana sono entrati in azione a partire dal 1982. Restano quindi tre delitti senza un colpevole – uno nel 1974, due nel 1981, tra cui quello di Scandicci – e permangono dubbi e contraddizioni sulle dichiarazioni del Lotti, che confessò la sua presenza in alcuni delitti, compreso quello che costò la vita dei due turisti francesi e che ...

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