Milano, 28 aprile 2018 - C’è grande incertezza e una certa apprensione da parte dei sindacati, dopo la conference call di ieri pomeriggio tra i gruppi sindacali che attendevano una convocazione da parte dei commissari che gestiscono la transizione tra il gruppo Mercatone Uno di Imola, passato in amministrazione controllata tre anni fa a causa di una situazione debitoria di circa 450 milioni di euro per i 75 punti vendita, e il gruppo polacco Brw (Black, red & white), specializzato in mobili.

La convocazione non c’è stata, ma qualche informazione è filtrata. C’è preoccupazione perché non si sa la sorte degli circa 2000 dipendenti dei 48 punti vendita (su 56) acquistati dal gruppo polacco. Si sa però che esponenti del gruppo polacco hanno già cominciato a visitare le varie strutture, praticamente tutte quelle posizionate in Emilia Romagna e Lombardia, in totale 28 punti vendita e hanno contattato i vari direttori di filiale per conoscere quale sia la situazione occupazionale. Si è saputo anche che in alcuni punti vendita si fanno i calcoli per verificare quanti dipendenti possono accedere al pensionamento anticipato.

Tutte notizie frammentarie e per nulla ufficiali che aggiungono incertezza all’incertezza. "Siamo preoccupati per il futuro dei dipendenti – ha detto dopo la conference call tra i sindacati Maria Teresa Perin, della Cgil di Cremona, sindacato presente nel punto vendita di Madignano che conta una settantina di lavoratori – perché si deve tenere conto che in molti negozi del gruppo c’è gente viene da anni di cassa integrazione. La nostra speranza è quella di uscire dall’incertezza al più presto. Speravamo in una convocazione al Mise che non c’è stata. Adesso si dice che la chiamata arriverà la prossima settimana o l’altra ancora. Ma tutto questo non aiuta".

D’altro canto la paura di tagli anche consistenti del personale è reale. Il gruppo polacco fa mobili, mentre il Mercatone uno ha un’offerta ben più ampia. Dallo scorso 9 aprile sono in atto sconti anche molto forti su tutto il magazzino, tranne sui mobili, segno che qualcuno interpreta come una dismissione di tutto per dedicarsi solo alla vendita di mobili, ma anche come una possibile riduzione di personale in vista di un ridimensionamento dell’offerta.