di Elena Comelli Allarme consegne del vaccino anti Covid di Pfizer. La compagnia farmaceutica si è impegnata con Bruxelles ad aumentare il ritmo della produzione e quindi deve adeguare l’impianto di Puurs, in Belgio, al nuovo obiettivo di 2 miliardi di dosi nel 2021. Di conseguenza le consegne dei vaccini Pfizer-BioNTech nell’Ue subiranno un rallentamento nelle prossime tre o quattro settimane. "Per aumentare la capacità produttiva, dobbiamo apportare delle modifiche al processo e all’impianto, che richiederanno ulteriori approvazioni regolatorie. Anche se questo avrà un impatto temporaneo sulle spedizioni, dal 25 gennaio riprenderà la normale consegna, poi ci sarà un aumento significativo delle dosi disponibili per i...

di Elena Comelli

Allarme consegne del vaccino anti Covid di Pfizer. La compagnia farmaceutica si è impegnata con Bruxelles ad aumentare il ritmo della produzione e quindi deve adeguare l’impianto di Puurs, in Belgio, al nuovo obiettivo di 2 miliardi di dosi nel 2021. Di conseguenza le consegne dei vaccini Pfizer-BioNTech nell’Ue subiranno un rallentamento nelle prossime tre o quattro settimane. "Per aumentare la capacità produttiva, dobbiamo apportare delle modifiche al processo e all’impianto, che richiederanno ulteriori approvazioni regolatorie. Anche se questo avrà un impatto temporaneo sulle spedizioni, dal 25 gennaio riprenderà la normale consegna, poi ci sarà un aumento significativo delle dosi disponibili per i pazienti a fine febbraio e marzo", precisa Pfizer. Immediata la reazione europea: "Non appena ho saputo del ritardo ho chiamato Albert Bouria, l’amministratore delegato di Pfizer, che mi ha assicurato che tutte le dosi previste per l’Ue saranno consegnate nel primo trimestre", annuncia la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

I ritardi impatteranno su tutti i Paesi, anche sull’Italia. "Alle 15,38 di oggi (ieri, ndr) la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29% di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane. Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura. Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue", ha reso noto il commissario Domenico Arcuri, che "preso atto della gravità della comunicazione nonché della sua incredibile tempistica annuncia di aver inviato una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi". Con oltre un milione di dosi iniettate, l’Italia resta comunque prima in Europa per numero di persone vaccinate e chi ha partecipato al V-Day del 27 dicembre fra domenica e lunedì riceverà la seconda dose: per i richiami già programmati si utilizza la riserva del 30%, ma in diverse regioni Pfizer-BioNTech è in via di esaurimento e, se necessario, si utilizzeranno le fiale dell’altro vaccino disponibile, Moderna, che è compatibile.

L’ondata di preoccupazione dell’Ue è partita da Oslo, dove Geir Bukholm, direttore del controllo delle infezioni presso l’istituto di sanità pubblica norvegese, ha annunciato che la Norvegia avrebbe ricevuto il 18% in meno di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech rispetto a quanto previsto la prossima settimana. Il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha subito espresso il suo disappunto per "il ritardo inaspettato e il preavviso molto breve", che impatterà sulle date di consegna vincolanti già concordate con Pfizer. I ministri di Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania e Svezia, da parte loro, hanno scritto una lettera alla Commissione, definendo "inaccettabile" la situazione, che a loro parere "diminuisce la credibilità del processo di vaccinazione". Intanto è in arrivo una sorta di passaporto europeo per i vaccinati. "Quello sul certificato vaccinale – o passaporto vaccinale, come lo chiamano alcuni – è un dibattito in corso a livello europeo", ha dichiarato una portavoce della Commissione Ue nella conferenza stampa quotidiana. "La discussione è su come si possa utilizzare questo certificato per accedere a eventuali servizi o viaggi", ha aggiunto.