24 gen 2022

Covid Italia, Ciccozzi: "Il bollettino? Una farsa"

L’epidemiologo Ciccozzi: nel conteggio dei morti spiegare se ’per’ o ’con’ Covid. "Ogni settimana dobbiamo levare restrizioni, invece i Dpcm complicano sempre"

alessandro belardetti
Cronaca
Massimo Ciccozzi, 64 anni, epidemiologo del campus biomedico di Roma
Massimo Ciccozzi, 64 anni, epidemiologo del campus biomedico di Roma

Professore Massimo Ciccozzi, lei ha detto che "verso l’estate usciremo dal tunnel del Covid". Ma se gli ospedali non sono al collasso e quasi tutti gli italiani sono vaccinati, dov’è l’emergenza? "Non c’è assolutamente – risponde il direttore dell’unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma –. L’evoluzione dell’epidemia porterà a una endemizzazione in estate. Prepariamoci per l’inverno, come facciamo con l’influenza". Da Bonaccini a Sileri, da Bassetti a Crisanti: il mondo politico e quello scientifico chiedono di snellire la burocrazia e tornare a far respirare il Paese, con attenzione. "Assolutamente sì, una quarantena di 21 giorni per chi non si negativizza, per esempio, non ha più senso. Se manteniamo queste mille regole, allora bisogna fare controlli serrati e multe severe, altrimenti tutto ciò non serve. Questa variante dà sintomi per due o tre giorni, se un vaccinato è stato a contatto con un positivo vada sereno: mascherina Ffp2 e niente ansia da tampone". Possiamo gestire il virus in modo ordinario? "Se non riformiamo la sanità territoriale, sarà dura: non abbiamo una connessione tra i medici di medicina generale e gli ospedali. Una volta esisteva la figura dell’osservatore epidemiologico, che andava sul posto e risolveva il piccolo focolaio. Le altre due chiavi sono: soldi alla ricerca e tracciamento genomico". La scuola da due anni è in ginocchio. La quarantena così lunga è ancora giustificata? "Gli studenti vaccinati, dopo 3-4 giorni senza sintomi, possono tornare a scuola". I Paesi occidentali puntano verso la riapertura generalizzata e la convivenza col virus. L’Italia, invece, va avanti con regole legate alla ‘prima’ pandemia. "Gli inglesi hanno una sanità diversa dalla nostra, più fatalista: non curano tutti. Anche la Spagna ha un sistema meno farmaceutico e ospedalocentrico del nostro, sono più ‘alla buona’. Noi abbiamo la migliore sanità al mondo, nonostante ...

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