"Massimo Melis ha pagato l’essere stato altruista, avere aiutato una persona che gli aveva chiesto aiuto". Cosi’ il procuratore capo di Torino Anna Maria Loreto, a proposito dell’omicidio di Massimo Melis, il 52enne operatore della Croce Verde ucciso con un colpo di pistola alla tempia il 1 novembre in via Gottardo, nella periferia nord della città. Ieri il gip non ha convalidato il fermo di Luigi Oste perchè non ha ritenuto esistesse un pericolo di fuga, confermando al tempo stesso per il 62enne la custodia cautelare in carcere. Luigi Oste si era invaghito dell’amica di Melis con la quale in passato la vittima aveva avuto una relazione e che aveva recentemente ricominciato a frequentare. "L’assassino ha colpito Melis per punire la donna - ha spiegato Loreto - considerata un oggetto che non ha il diritto di ribellarsi".