"Non ha mai avuto alcun tentennamento. Né durante il percorso che lo ho portato alla tesi, né durante il tirocinio avvenuto in modalità online". Roberto De Ponti, primario di Cardiologia e professore associato all’Università dell’Insubria di Varese descrive così l’atteggiamento di Massimo Stella, del quale è stato relatore di tesi. Il giovane, 25 anni, è figlio di Roberto, medico di base e presidente dell’ordine provinciale di Varese, fra i primi professionisti della sanità a cadere vittima del Covid-19. Giovedì Massimo ha ottenuto la laurea in Medicina, con il massimo dei voti. Nel...

"Non ha mai avuto alcun tentennamento. Né durante il percorso che lo ho portato alla tesi, né durante il tirocinio avvenuto in modalità online". Roberto De Ponti, primario di Cardiologia e professore associato all’Università dell’Insubria di Varese descrive così l’atteggiamento di Massimo Stella, del quale è stato relatore di tesi. Il giovane, 25 anni, è figlio di Roberto, medico di base e presidente dell’ordine provinciale di Varese, fra i primi professionisti della sanità a cadere vittima del Covid-19. Giovedì Massimo ha ottenuto la laurea in Medicina, con il massimo dei voti. Nel percorso che l’ha portato al traguardo non ha avuto alcuna incertezza né tanto meno paura dopo la tragedia che l’ha colpito. Anzi, se possibile, l’estremo sacrificio del padre ha consolidato ancora di più le sue convinzioni. La sua volontà di seguire il solco tracciato dal genitore, che ha pagato con la vita la dedizione al mestiere e ai suoi pazienti.

Grande, comunque, è stata l’emozione in questa sorta di passaggio di testimone per Massimo, che allo studio ha alternato con profitto lo sport, dato che gioca a volley come opposto nella squadra di Caronno Pertusella in serie B. Giovedì, giorno della laurea, è stato quasi sopraffatto da un vortice di sentimenti. La gioia per il risultato raggiunto si è affiancata al ricordo di una scomparsa così recente. "È stata una giornata molto intensa – dice Massimo Stella –, ho dedicato a mio papà questo traguardo e questa giornata. Adesso proseguirò e mi specializzerò in Cardiologia".

"Per lui è stato difficile – raccontano gli amici che lo conoscono – ma dopo un brevissimo momento iniziale di lutto ha voluto rimettersi in carreggiata e portare a termine il percorso, perché sapeva che suo padre avrebbe voluto così". "In lui non ho notato alcun calo di attenzione in questi mesi – afferma anche il professor De Ponti –. Ha trovato dentro di sé le motivazioni per continuare anche in un periodo così drammatico per lui e la sua famiglia. Credo che davvero possa essere un esempio, non solo per le giovani generazioni ma anche come simbolo di rinascita per la tragedia che ha colpito il Paese, che per lui è stato anche dramma personale".

Una fase difficile, quella che ha dovuto superare insieme ai suoi cari, come osserva il sindaco Emanuele Antonelli, primo cittadino di Busto Arsizio, dove Stella risiede. "È convintissimo della sua scelta e sa che questo è il modo migliore che aveva per rendere omaggio a papà. Altro che paura, c’è la felicità e la voglia di riprendere il filo di una tradizione familiare interrotta tanto tragicamente. Suo padre avrebbe sicuramente voluto che continuasse questo percorso e da lassù sarà contento. È un momento di gioia dopo le difficoltà".

Massimo Stella ha conseguito il massimo dei voti, 110 e lode, discutendo una tesi in Cardiologia. Il suo obiettivo è di entrare in specialità: a settembre farà il test di specializzazione per Cardiologia. Sempre nel segno e nel ricordo di papà.

(Ha collaborato Enrico Camanzi)