I primari in pensione che a Novara offrono cure gratis
I primari in pensione che a Novara offrono cure gratis

Borgomanero (Novara), 28 novembre 2018 - C’è chi non smette mai di prestare fede al giuramento d’Ippocrate. A Borgomanero, in provincia di Novara, 26 primari in pensione, assistiti da personale volontario, curano gratuitamente pazienti in difficoltà economiche. Anziani, cassaintegrati, disoccupati e richiedenti asilo. Uomini e donne altrimenti costretti a rinunciare a occuparsi della propria salute. Il poliambulatorio, aperto dal 2010, grazie all’impegno dell’associazione Auser, offre 17 specialità, che vanno dalla cardiologia all’ortopedia, dalla medicina interna all’otorinolaringoiatria.

"La nostra è una scelta di vita – racconta la presidente dell’ Auser Maria Bonomi, 80 anni e un passato da sindacalista –. In gioventù ho sperimentato la povertà, quella vera. Il mio sogno prima di morire era dare ad altri ciò che a me è totalmente mancato. Dopo la crisi economica ho cominciato a vedere intorno a me tante situazioni problematiche. E le difficolà finanziarie non riguardavano più soltanto i pensionati con la minima, ma anche molti lavoratori, alle prese con licenziamenti e cassa integrazione. Dovevamo quindi fare qualcosa". Otto anni fa l’ambulatorio Auser apre i battenti. "Siamo partiti con un gruppo ristretto di medici e il progetto è andato via via ampliandosi – prosegue Bonomi –. I primi a prestare gratuitamente la loro opera sono stati Piero Sacchi, primario cardiologo, Sergio Cavallaro, urologo e chirurgo e Felice Fortina, nefrologo. Sacchi, venuto a mancare nel 2015 e a cui abbiamo intitolato la struttura, andava in ambulatorio anche dopo essere stato costretto su una sedia a rotelle da una malattia". Il poliambulatorio è in grado di eseguire test diagnostici come ecografie, elettrocardiogrammi, holter ed ecodoppler.

"Ci sosteniamo grazie alle attività della nostra associazione, impegnata anche sul versante del trasporto solidale di pazienti indigenti – spiega la presidente – e a qualche donazione privata. Da noi l’attesa per le visite è di pochi giorni. Cerchiamo di fare l’impossibile per combaciare le esigenze dei pazienti con la disponibilità offerta dai medici. Ormai sfioriamo i 2mila consulti l’anno". Da sei mesi l’Auser di Borgomanero ha attivato una convenzione territoriale per le cure odontoiatriche. "Sempre più persone, bambini compresi – sono costretti a rinunciare al dentista. Abbiamo allora pensato di chiedere ad alcuni professionisti la disponibilità di intervenire a titolo gratuito. Recentemente ci siamo aggiudicati un bando regionale da 50mila euro. Con questi soldi pagheremo i materiali per i trattamenti odontoiatrici destinati ai pazienti in difficoltà economiche, selezionati in base all’Isee".

Maria Bonomi vede però un futuro a tinte fosche. "L’esistenza di strutture come la nostra testimonia la sofferenza del servizio sanitario nazionale. In futuro, l’invecchiamento della popolazione e un divario reddituale sempre più grande farà sì che sempre meno persone saranno in condizione di curarsi. E purtroppo reclutare nuovi volontari diventa sempre più difficile, quindi non credo che si riuscirà a sopperire alle carenze del Servizio sanitario nazionale con la solidarietà. Recentemente abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione tra i giovani, speriamo porti qualche risultato".