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3 giu 2022

Medici e soldati, orgoglio nazionale Mattarella: la pace non arriva da sola

Applausi per dottori e infermieri che hanno aperto la parata ai Fori imperiali. "Italia impegnata per il dialogo"

3 giu 2022
ettore maria colombo
Cronaca

di Ettore Maria Colombo

Torna la parata militare. Tornano i giardini del Quirinale aperti al pubblico, anche se solo ad alcune categorie di persone (anziani, disabili, persone sofferenti) per ricordarci la vicinanza del Presidente della Repubblica ai cittadini più fragili. L’unica cosa che non torna è il tradizionale ricevimento per le alte cariche dello Stato, la sfilata di politici e vip che inondava i giardini del Quirinale il I giugno. Per il resto, dopo due anni di pandemia, e con una guerra in corso, il 2 giugno è quello di sempre ma non è un caso che il primo applauso sia stato per gli ‘eroi’ del Covid, i medici, gli infermieri e gli operatori della sanità che per due anni hanno combattuto la battaglia contro la pandemia e che hanno aperto la parata ai Fori Imperiali dopo 24 mesi di stop per il Coronavirus.

I camici bianchi hanno sfilato di fronte alle massime cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica che è tornato a ribadire quale debba essere il ruolo dell’Italia dopo cento giorni di guerra: lavorare per la pace, insieme alla comunità internazionale, restando uniti. Il prologo alla sfilata vera e propria, con lo slogan ‘Insieme a Difesa della pace’, scelto non a caso, ha emozionato le migliaia di cittadini presenti. "La Repubblica è impegnata a costruire condizioni di pace e le sue Forze Armate – ha scritto Mattarella in un messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone – sulla base dei mandati affidati da Governo e Parlamento, concorrono a questo compito". Il Presidente della Repubblica aggiunge, poi, un passaggio chiave: "La pace non si impone da sola ma è frutto della volontà e dell’impegno concreto degli uomini e degli Stati. Una pace basata sul rispetto delle persone e della loro dignità, dei confini territoriali, dello stato di diritto, della sovranità democratica". E, per arrivarci, bisogna lavorare tutti insieme: "L’Italia e tutta la comunità internazionale hanno un ruolo centrale nel favorire il dialogo. Dobbiamo farlo uniti".

Un messaggio rivolto anche ai cinquemila, tra personale militare e civile, che hanno preso parte alla sfilata. Uomini e mezzi salutati da migliaia di persone assiepate sugli spalti. Tra i più applauditi gli atleti delle paralimpiadi e la fanfara dei bersaglieri.

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