Una foto segnaletica d'archivio dell'ex Br Maurizio Di Marzio (Ansa)
Una foto segnaletica d'archivio dell'ex Br Maurizio Di Marzio (Ansa)

Roma, 20 luglio 2021 - Maurizio Di Marzio è già libero a Parigi, l'ultimo ex terrorista rosso, che mancava alla lista dell'operazione internazionale di fine aprile "Ombre rosse" della Polizia italiana e francese, che portò all'arresto di sette ricercati per terrorismo, è tornato a casa. Di Marzio, fermato dalla gendarmi ieri mattina a seguito della richiesta di estradizione inoltrata dall'Italia, ora ha l'obbligo di firma ogni 15 giorni. 

Solo stamane Giovanna Zugaro, la 72enne compagna del prefetto Nicola Simone, morto lo scorso marzo a Roma e negli anni '80 gravemente ferito durante un tentativo di sequestro da parte delle Br, aveva salutato la notizia del fermo con parole di soddisfazione: "Finalmente è stato assicurato alla giustizia, meglio tardi che mai. Sono riusciti a prenderlo, e con la sua cattura, si chiude il cerchio. Sono contenta, e anche mio marito lo sarebbe, perché così si conclude una vicenda durata 40 anni, anche se per i gravi reati commessi non pagherà mai abbastanza". Ricordando il dolore con amarezza: "Era l'Epifania del 1982. Gli spararono tre proiettili in faccia, ma dopo un lungo ricovero si è salvato. Al contrario di altri colpiti dai terroristi ci è andata bene…".

Maurizio Di Marzio, 61 anni, militante delle Brigate rosse negli Anni di piombo, è stato condannato per diversi atti di terrorismo, e la sua pena non è ancora prescritta, ma sembrava caduta il 10 maggio, così la Corte d'Assise di Roma, con un provvedimento depositato l'8 luglio, lo ha rimesso tra i 'ricercati'. Di Marzio deve infatti ancora scontare cinque anni e nove mesi. La convalida dell'arresto, poco attesa da Roma, non è arrivata. Si spera non sparisca prima di mercoledì, che c'è la prima udienza di comparizione davanti alla Corte di Appello di Parigi, chiamata a decidere sulla sua eventuale custodia cautelare o, come avvenuto per gli altri nove ex terroristi arrestati, il rilascio sotto controllo giudiziario. 

Di Marzio a Parigi si era insediato all'inizio degli anni '90, e la polizia francese lo conosceva. Per decenni ha gestito un ristorante italiano. Oltre al ferimento di Simone il nome di Di Marzio è legato all'attentato al dirigente dell'ufficio provinciale del collocamento di Roma Enzo Retrosi, nel 1981.

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