8 feb 2022

Maturità, CSPI dice no alla seconda prova scritta. "Rischio disparità per la dad"

Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione ha dato parere negativo sulla prova di indirizzo. E consiglia al ministero anche il ripristino del maxicolloquio in terza media, al posto dei due scritti: "Non si è tenuto conto della didattica a distanza"

Martin, a Milanese middle school student performs lessons in DAD (Distance Learning) after entering the Lombardy Region in the reinforced orange zone, in Milan, Italy, March 05, 2021. ANSA / Andrea Fasani
Studente del liceo in dad (Ansa)

Roma, 8 febbraio 2022 - Un parere negativo sulla seconda prova scritta all'esame di maturità, dopo quello espresso dagli studenti scesi in piazza in questi giorni, è arrivato anche dal Consiglio superiore della Pubblica Istruzione. Il CSPI suggerisce al ministro Patrizio Bianchi anche di ripristinare il maxicolloquio solo orale all'esame di terza media, e dice no alle due prove scritte. Questo perché principalmente non si tiene conto della dad, e dei differenti periodi di didattica a distnza a cui gli alunni sono stati sottoposti, con il rischio di effetti sull'apprendimento per i più sfavoriti.

Il parere del CSPI, che è solamente consultivo e non vincolante, ed è maturato dopo una lunga discussione.

Maturità, tornano le due prove scritte. Anche in terza media. Le date e le regole

Sommaio

Esame di maturità

Il CSPI è favorevole alla prova scritta di italiano, perché spiega: "Scrivere sottende riflessione, rielaborazione, adattamento e cura dei pensieri in ragione dei diversi contesti comunicativi. Non si tratta soltanto di una verifica finale, ma di coltivare e mantenere nei ragazzi la capacità di argomentare e di scrivere intorno a un pensiero". E raccomanda che le tracce seguano tematiche in linea con le attività svolte in questi ultimi tre anni. 
Ma la prova scritta di indirizzo viene bocciata: "Non garantisce uniformità nella verifica dei livelli di apprendimento". Secondo il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione esistono una serie di criticità che rendono la predisposizione e lo svolgimento della seconda prova scritta "molto problematici per docenti e studenti".  

Tra le problematicità vengono riscontrate:

1) La "difformità delle prove e dei risultati tra le diverse aree geografiche, tra le scuole e tra le classi della stessa scuola a causa del diverso livello di acquisizione degli obiettivi di apprendimento delle discipline caratterizzanti gli indirizzi nel corso del triennio e della discontinuità e dell'attività didattica"

2) "L'assenza di indicazioni che possano garantire la collegialità nella formulazione della prova almeno a livello d'Istituto". 

3) Il "rischio che la prova di indirizzo diventi una semplice riproposizione di fatto di una prova analoga ad altre effettuate nel corso dell'anno"

4) Il "rischio che nei fatti la predisposizione e la valutazione della prima e della seconda prova scritta siano affidate allo stesso commissario, come potrebbe avvenire nel Liceo Classico in caso di affidamento allo stesso docente di Lettere e Lingua e Letteratura Latina".

Esame di terza media

L'esame di terza media in presenza va bene, ma anche qui secondo il CSPI non si è tenuto conto conto dei differenti periodi di didattica a distanza, e delle inevitabili disparità tra gli studenti che ha passato più tempo in casa, rispetto a quelli che hanno potuto usufruire di lezioni in presenza a scuola perché meno colpiti da quarantene. Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione rileva che l'ordinanza ministeriale "non sembra tenere conto delle ripercussioni sugli apprendimenti e sui risvolti psicologici e sociali degli alunni della classe terza della scuola secondaria di I grado, che da marzo 2020 hanno visto un'alternanza tra didattica a distanza e didattica in presenza con problematiche eterogenee a livello nazionale".

L'esame del primo ciclo prevede: due prove scritte, una di italiano e una relativa alle competenze logico-matematiche. Il colloquio, nel corso del quale saranno accertate anche le competenze relative alla lingua inglese, alla seconda lingua comunitaria e all'insegnamento dell'Educazione civica. La votazione finale della prova resta in decimi

Il CSPI scrive: "Mantenere al termine dell'esame di Stato del primo ciclo un criterio valutativo che opera sommatorie di voti decimali tra prove scritte e orali diverse significa, da parte della scuola offrire un riscontro che dà spazio unicamente ad alcune singole discipline, alle singole valutazioni e non tiene conto della pluri-interdisciplinarietà e del processo globale di maturazione". Quindi il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione "ritiene che una prova sostitutiva delle prove..." che tenga "a riferimento il profilo finale dello studente secondo le 'Indicazioni nazionali per il curricolo', così come è accaduto lo scorso anno, possa consentire di valorizzare il percorso scolastico di tutti e di ciascuno, facendo emergere le esperienze vissute e le competenze acquisite".

Flc Cgil: ministro ascolti CSPI

"Crediamo che il ministro dell'Istruzione non possa restare indifferente di fronte alla pronuncia del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e di fronte a quanto nelle settimane scorse hanno chiesto nelle piazze le studentesse e gli studenti. Non si tratta di una contrapposizione fra rigore e lassismo, si tratta di fare le scelte giuste in una situazione complicata, partendo da una ponderata considerazione di ciò che è accaduto in questo triennio circa la regolarità degli studi e le accidentate vicende che hanno tormentato gli studi dei nostri ragazzi. Il ministro tenga conto della realtà che si muove nel Paese e delle istituzioni come il CSPI, e riveda nella giusta direzione le posizioni che finora hanno mostrato di non coincidere con il vero sentire del mondo della scuola" si legge in un comunicato della Flc Cgil. 
 

"Crediamo che il ministro dell'Istruzione non possa restare indifferente di fronte alla pronuncia del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e di fronte a quanto nelle settimane scorse hanno chiesto nelle piazze le studentesse e gli studenti. Non si tratta di una contrapposizione fra rigore e lassismo, si tratta di fare le scelte giuste in una situazione complicata, partendo da una ponderata considerazione di ciò che è accaduto in questo triennio circa la regolarità degli studi e le accidentate vicende che hanno tormentato gli studi dei nostri ragazzi. Il ministro tenga conto della realtà che si muove nel Paese e delle istituzioni come il CSPI, e riveda nella giusta direzione le posizioni che finora hanno mostrato di non coincidere con il vero sentire del mondo della scuola" si legge in un comunicato della Flc Cgil. 
 

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