"Per favore, bocciate nostro figlio". Ma alla fine Alessandro, 19 anni, autistico, è stato promosso a pieni voti alla maturità, al liceo artistico di Giussano (Monza) che ha frequentato fino all’altro giorno. L’appello dei genitori, Melissa e Matteo Perego, per chiedere alla scuola e al governo di intervenire e lasciare il ragazzo ancora un anno fra i compagni "perché con la classe svuotata dalla didattica a distanza non è riuscito ancora a creare legami sufficientemente forti", è rimasto lettera morta. "Anche volendo non potremmo farlo", si era difesa la direzione scolastica. Ma la battaglia di mamma e papà non è finita. "Il problema per migliaia di ragazzi autistici è dopo la fine degli studi – spiegano – un patrimonio di rapporti e abitudini faticosamente costruito si interrompe, e dopo non c’è nulla. Le istituzioni devono fare di più per l’inserimento sociale e lavorativo di queste persone". Il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso aveva promesso alla coppia un incontro per discutere del tema. "Intanto ci rimettiamo al lavoro per ricostruire un nuovo mondo di relazioni per Alessandro".