Il Capo dello Stato, l’80enne Sergio Mattarella, terminerà il mandato a gennaio
Il Capo dello Stato, l’80enne Sergio Mattarella, terminerà il mandato a gennaio
ROMA Dopo il Papa tocca a Mattarella tirare la volata alla campagna vaccinale contro il Covid. Proprio nel giorno in cui l’Istituto superiore di sanità snocciola gli ultimi dati sull’andamento settimanale della pandemia, con il fatidico indice Rt che scende all’1,1, quasi sotto la soglia di guardia fissata all’1, e l’Italia che resta (tutta) bianca almeno per un’altra settimana. Il Capo dello Stato sceglie la giornata d’apertura del Meeting di Comunione e liberazione per lanciare il suo messaggio a sostegno della causa vaccinale. Collegato dal Quirinale con l’immenso auditorium della Fiera di Rimini pieno, per quanto possibile, di gente e soprattutto di giovani, Mattarella ribadisce che vaccinarsi "è un dovere non in obbedienza a un principio...

ROMA

Dopo il Papa tocca a Mattarella tirare la volata alla campagna vaccinale contro il Covid. Proprio nel giorno in cui l’Istituto superiore di sanità snocciola gli ultimi dati sull’andamento settimanale della pandemia, con il fatidico indice Rt che scende all’1,1, quasi sotto la soglia di guardia fissata all’1, e l’Italia che resta (tutta) bianca almeno per un’altra settimana.

Il Capo dello Stato sceglie la giornata d’apertura del Meeting di Comunione e liberazione per lanciare il suo messaggio a sostegno della causa vaccinale. Collegato dal Quirinale con l’immenso auditorium della Fiera di Rimini pieno, per quanto possibile, di gente e soprattutto di giovani, Mattarella ribadisce che vaccinarsi "è un dovere non in obbedienza a un principio astratto, ma perché nasce dalla realtà concreta che dimostra come il vaccino sia lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli". Insomma, immunizzarsi dal Covid è "un atto di amore nei loro confronti, come ha detto pochi giorni fa papa Francesco".

Ma è anche l’unica concreta ed efficace via di uscita rispetto ad un male a causa del quale "ci siamo scoperti più fragili di quanto credevamo". Un male che "ha dimostrato quanto ci sia bisogno di responsabilità. Nell’opera dei medici e del personale sanitario. Nel lavoro di chi svolge mansioni sociali. Nell’impegno di chi opera nel tessuto economico. Nell’azione dei governi e degli organismi internazionali. Ma anche nei comportamenti di ciascuno di noi". Un richiamo forte che alcuni traducono nella necessità di introdurre l’obbligo vaccinale. Oltre alla Cisl che lo chiede ufficialmente, ieri è scesa in campo Forza Italia spingendo verso l’obbligo e riaprendo così un tema caldissimo, anche all’interno del centro-destra. "È davvero il momento di superare anche l’ultimo tabù: il vaccino obbligatorio", ha detto la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.

La situazione epidemiologica nel Paese si mostra in timido miglioramento. La Sicilia sfiora di un soffio la zona gialla e tutta l’Italia resta bianca almeno fino alla fine della prossima settimana. Una parte del Paese – finora poche regioni – è quindi rimandata ai prossimi sette giorni, quando con i risultati del prossimo monitoraggio alcuni territori, anche Sardegna e Calabria, rischiano di cominciare settembre con misure più restrittive. Dall’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, un dato confortante però arriva sull’Rt, che scende ancora e si attesta ad 1,1 mentre la scorsa settimana era ad 1,27. L’ulteriore ribasso conferma una tendenza in atto già da alcune settimane (il 6 agosto era a 1,56). Ma che in generale la curva dei ricoveri si stia alzando lo conferma lo stesso direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, il quale parla di "un aumento rispetto alla scorsa settimana particolarmente sensibile in alcune regioni e soprattutto riguarda persone non vaccinate". E la Sicilia – che registra i livelli più bassi di popolazione immunizzata – corre già ai ripari contro i contagi con un’ordinanza del governatore Nello Musumeci, il quale sta valutando delle restrizioni nei Comuni che hanno un numero di vaccinati inferiore al 60%.

I tassi di ospedalizzazione salgono: in intensiva c’è un aumento al 4,9%, da 322 ricoverati del 10 agosto ai 423 del 17. In aree mediche la quota raggiunta è invece 6,2% (da 2.880 a 3.472), con allerte di resilienza in 12 Regioni. La Sicilia è oltre la soglia per occupazione di posti letto in area medica da pazienti Covid con il 16,5% (contro il tetto del 15%), seguita, ma dentro soglia, dalla Calabria con 13,8%, Restano le due isole le regioni con il tasso di occupazione delle terapie intensive più alto. Si attestano al 9,2%, sotto la soglia del 10% prevista dai nuovi parametri.