"Sconcertante il no all’accoglienza (dei profughi, ndr). Non è all’altezza dei valori dell’Unione". Chi pensava che, iniziando il semestre bianco, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarebbe entrato in ’silenzio stampa’, ha dovuto ricredersi. Il Capo dello Stato, ‘nonostante’ il semestre bianco – i sei mesi in cui non può sciogliere le Camere, unico potere che gli è precluso, ma non tutti gli altri – è nel pieno delle sue funzioni e intende dire la sua. E, del resto, che Mattarella non dicesse una parola su quello che è successo in Afghanistan – essendo, tra l’altro, il Capo delle Forze Armate – era impensabile. Dopo aver atteso la fine dell’operazione "Aquila omnia", gestita dal ministro alla...

"Sconcertante il no all’accoglienza (dei profughi, ndr). Non è all’altezza dei valori dell’Unione". Chi pensava che, iniziando il semestre bianco, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarebbe entrato in ’silenzio stampa’, ha dovuto ricredersi.

Il Capo dello Stato, ‘nonostante’ il semestre bianco – i sei mesi in cui non può sciogliere le Camere, unico potere che gli è precluso, ma non tutti gli altri – è nel pieno delle sue funzioni e intende dire la sua. E, del resto, che Mattarella non dicesse una parola su quello che è successo in Afghanistan – essendo, tra l’altro, il Capo delle Forze Armate – era impensabile. Dopo aver atteso la fine dell’operazione "Aquila omnia", gestita dal ministro alla Difesa, Lorenzo Guerini, che lo informava giorno dopo giorno; dopo aver osservato come il premier, Mario Draghi, ha messo in campo tutte le sue capacità diplomatiche per imbastire il G7 e il G20 e, dunque, gestire il flusso di profughi afghani, Mattarella dice la sua. Lo fa alla prima occasione utile, in una cornice evocativa e suggestiva, quella dell’isola di Ventotene, dove 80 anni fa venne lanciato – da Altiero Spinelli e altri – il manifesto-bandiera che diede vita all’Europa. Il Capo dello Stato ha usato parole inequivocabili. Una scudisciata rivolta ai sovranisti europei (Orban in testa), ma pure a quelli casalinghi dalla Lega di Salvini a Fd’I di Meloni.

"In questi giorni – ha scandito Mattarella – una cosa appare sconcertante e si registra nelle dichiarazioni di politici un po’ qua e là in Europa. Esprimono grande solidarietà agli afghani che perdono libertà e diritti, ma dicono “che restino lì“, “non vengano qui perché non li accoglieremmo“. Non è all’altezza dei valori Ue".

Quanto accaduto in Afghanistan, inoltre, per il Capo dello Stato, "ha messo in evidenza la scarsa capacità di incidenza dell’Ue, totalmente assente negli eventi. È indispensabile assicurare subito gli strumenti di politica estera e di difesa comune. La Nato è importante, ma oggi è richiesto che la Ue abbia una maggiore capacità di presenza nella politica estera e nella difesa, anche per gli Usa".

Sul tema migranti Mattarella ha aggiunto che "l’Ue deve avere una voce unica e un dialogo collaborativo con altre parti del mondo come l’Africa per non essere travolti da un fenomeno che può diventare ingovernabile. Solo una politica di gestione del fenomeno migratorio, da parte dell’Unione, può essere in grado di governarlo in maniera ordinata, accettabile, legale, senza far finta di vedere quello che avviene e senza essere tra poco tempo travolti da un fenomeno ingovernabile e incontrollabile". E poi: "So bene che molti Paesi sono frenati da preoccupazioni elettorali contingenti, ma così si finisce per affidare la gestione del fenomeno agli scafisti e ai trafficanti di esseri umani".

Sul tema della sovranità, cavallo di battaglia delle destre europee e italiche, ha detto: "La formula che consente di preservare la sovranità è la sovranità condivisa dell’Unione, che consente di affrontare le sfide globali che abbiamo davanti a noi. Va trovata una formula che adegui la sovranità senza che sia illusoria e l’unico modo per conservarla è condividerla. L’appuntamento della Conferenza sullo Stato dell’Unione è importante per capire il ruolo e le sfide della Ue".

Mattarella ha parlato anche di clima ("il rapporto dell’Onu è allarmante") e di Recovery Plan: "Non sono strumenti una tantum, ma che resteranno. Si diano pace i gelidi antipatizzanti dell’Unione, non si può tornare indietro". Gelidi. Antipatizzanti. Tradotto: cari sovranisti, questo è quello che penso. Siete sicuri di volermi chiedere un bis?