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23 apr 2022

Mattarella ai pacifisti a senso unico "Quella di Kiev è vera Resistenza"

Il presidente dell Repubblica stronca le posizioni terziste: dalla Russia un’aggressione imperialista. E lega il 25 aprile alla sollevazione in armi del popolo ucraino, che rivendica così la propria libertà

23 apr 2022
raffaele marmo
Cronaca

di Raffaele Marmo Il 25 aprile di Sergio Mattarella è "anche" il 25 aprile della Resistenza del popolo ucraino all’imperialismo nazionalista, aggressivo, violento e distruttivo, di Vladimir Putin. Lo è in maniera netta, perché l’anniversario ci ricorda "un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace dopo la guerra voluta dal regime fascista". Un’esperienza "terribile, che sembra dimenticata, in queste settimane, da chi manifesta disinteresse per le sorti e la libertà delle persone, accantonando valori comuni su cui si era faticosamente costruita la convivenza pacifica tra i popoli". Dire che le parole del Presidente della Repubblica, nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione, segnino una svolta, e certifichino definitivamente da che parte sta l’Italia, è di plastica evidenza. "Il 25 aprile – avvisa il Garante dell’Unità nazionale – ricordiamo la rivolta in armi contro l’oppressore". E oggi – incalza – abbiamo assistito, con un profondo senso di angoscia, a scene di violenza sui civili, anziani donne e bambini, all’uso di armi che devastano senza discrimine, senza alcuna pietà". Perché – scandisce – "l’attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha alcuna giustificazione. La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno Stato indipendente, ci riporta alle pagine più buie dell’imperialismo e del colonialismo". Non che ve ne fosse bisogno, dal punto di vista dell’interpretazione della posizione del Capo dello Stato, perché il suo pensiero non si prestava a distinguo di sorta. Ma aver scelto la vigilia di una data così evocativa per l’affermazione chiarissima delle ragioni dell’Ucraina e dei torti della Russia ha un precipuo valore "politico". Quello di stabilire un confine tra lo pseudo o l’ingenuo pacifismo velleitario ed equidistante di parte della sinistra italiana più o meno estrema e di aree dell’associazionismo ex e post comunista, a cominciare proprio dall’Anpi, e dello stesso mondo cattolico, da ...

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