Ahmad Massoud, 32 anni, guida la resistenza. Nella foto a destra, il padre Ahmed
Ahmad Massoud, 32 anni, guida la resistenza. Nella foto a destra, il padre Ahmed
di Lorenzo Bianchi Ahmad Massoud, 32 anni, ha finalmente raccolto il testimone e non solo il nome del padre, Ahmed Shah Massoud. Ahmad è il figlio del leggendario ’Leone del Panshir’ che respinse almeno sette offensive dei russi negli anni ’80 e poi riuscì a tenere lontani dalla valle tagika anche i talebani fino a quando il 9 settembre 2001 gli fu fatale l’ordigno nascosto in una telecamera da due falsi giornalisti tunisini assoldati probabilmente da Al Qaeda. Ahmad ora deve conquistare il titolo di Shah, ossia ’capo’ o ’comandante’, sul campo dopo una vita passata altrove. "Sono il figlio di Ahmed Shah Massoud. La resa non fa parte del mio vocabolario, questo è inizio, la resistenza è appena iniziata", è quanto...

di Lorenzo Bianchi

Ahmad Massoud, 32 anni, ha finalmente raccolto il testimone e non solo il nome del padre, Ahmed Shah Massoud. Ahmad è il figlio del leggendario ’Leone del Panshir’ che respinse almeno sette offensive dei russi negli anni ’80 e poi riuscì a tenere lontani dalla valle tagika anche i talebani fino a quando il 9 settembre 2001 gli fu fatale l’ordigno nascosto in una telecamera da due falsi giornalisti tunisini assoldati probabilmente da Al Qaeda. Ahmad ora deve conquistare il titolo di Shah, ossia ’capo’ o ’comandante’, sul campo dopo una vita passata altrove. "Sono il figlio di Ahmed Shah Massoud. La resa non fa parte del mio vocabolario, questo è inizio, la resistenza è appena iniziata", è quanto ha detto Ahmed Massoud junior al telefono con Bernard Henry Levy, secondo quanto riferito su twitter dallo stesso intellettuale francese, dopo che al Jazeera arabic ha scritto di trattative con i talebani per la resa del Panshir.

Massoud junior ha frequentato le scuole in Iran lontano da lotte e da attentati. Poi ha completato il corso da ufficiale all’Accademia militare britannica di Sandhurst e ha studiato al King’s College della City londinese. Fa di tutto per essere anche fisicamente uguale al padre, stessa barba, stesso copricapo spostato all’indietro per mostrare bene il volto. Ali Maisam Nazary, un suo fedelissimo, racconta che sta organizzando la resistenza ai talebani nella valle che fu teatro delle gesta militari del padre nel nord del Paese: "Migliaia di volontari e di forze speciali si sono già uniti". Tre battaglioni di queste ultime hanno conservato armi individuali, blindati, qualche carro armato e pezzi di artiglieria. Alcune foto sui social mostrano il giovane Massoud a colloquio con Amrullah Saleh, primo vicepresidente afgano, ex capo dei servizi segreti, già portavoce del padre negli anni ’90 e solo nominalmente presidente del Paese dal 17 agosto, il giorno nel quale l’ex capo dello stato Ashraf Ghani è fuggito negli Emirati Arabi Uniti. Assieme all’ex ministro della Difesa, Bismillah Mohammadi Ahmad, Massoud ha costituito il Fronte di resistenza nazionale. Teorizza un "Afganistan indipendente, ma moderno". Sulle colonne della Washington Post ha scritto: "Io e i miei combattenti mujaheddin difenderemo il Panshir come ultimo baluardo della libertà afgana. Il nostro morale è intatto. Sappiamo per esperienza che cosa ci aspetta, ma abbiamo bisogno di più armi, più munizioni, più rifornimenti".

"Scrivo – ha precisato – dalla valle del Panshir, pronto a seguire le orme di mio padre, con i mujaheddin preparati ancora una volta a combattere i talebani. Abbiamo scorte di munizioni e di armi che abbiamo raccolto dai tempi di mio padre, perché sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato. Abbiamo anche le armi portate dagli afghani che nelle ultime 72 ore hanno risposto al mio appello a unirsi alla resistenza nel Panshir. Abbiamo soldati dell’esercito nazionale afghano disgustati dalla resa dei loro comandanti che ora stanno raggiungendo le colline del Panshir con il loro equipaggiamento. Anche gli ex membri delle forze speciali si sono uniti alla nostra lotta, ma non basta". Il giovane Massoud sta mettendo a punto strategie anche in vista di una possibile offensiva degli ’studenti coranici’ contro la sua valle. Kabul infatti è a soli 150 chilometri. In un recente appello Ahmad Massoud ha citato le parole del generale De Gaulle, che suo padre ammirava. Dopo la disfatta dell’esercito francese De Gaulle disse: "Abbiamo perso una battaglia, ma non la guerra". "Noi afghani – chiosa Massoud – non abbiamo nemmeno perso una battaglia, dato che Kabul non ha combattuto".