Massacro nel kibbutz. Bambini decapitati, trovati quaranta corpi. I soldati: orrore mai visto

Famiglie legate e bruciate vive, donne violentate. La vittima più piccola aveva pochi mesi. Oltre mille i morti israeliani. Khamenei: baciamo le mani di chi ha pianificato gli attentati.

Massacro nel kibbutz. Bambini decapitati, trovati quaranta corpi. I soldati: orrore mai visto

Massacro nel kibbutz. Bambini decapitati, trovati quaranta corpi. I soldati: orrore mai visto

Un pogrom.Bambini di due o tre anni decapitati, intere famiglie legate nelle loro case e bruciate vive, donne violentate e poi uccise. Un pogrom. E una strage degli innocenti perché, orrore nell’orrore, nel kibbuz di Kfar Aza, che sorge a un paio di chilometri dalla Striscia di Gaza, lungo l’assolata autostrada 232, sono stati uccisi una quarantina di bambini, il più piccolo di pochi mesi, e tanti, tantissimi, la maggioranza, sotto i dodici anni. Le vittime della strage sono 204, oltre un quarto dei 765 abitanti del kibbutz fondato nel 1951 da ebrei che venivano da Tangeri. E decine, nessuno sa quanti, sono stati rapiti e portati via. La strage è stata condotta da una settantina di terroristi di Hamas che si sono comportati, letteralmente, come bestie.

"Questa non è guerra, non è un campo di battaglia, è solo un massacro", ha stigmatizzato il generale dell’esercito Itai Veruv, che ha accompagnato la stampa sul posto. "Potete vedere i bambini, le loro madri e padri, nelle loro camere da letto, e potete vedere come i terroristi li hanno uccisi: li hanno massacrati, con i coltelli e con le armi da fuoco. Vedete il sangue sui letti, nelle camerette dei bambini? Non è una guerra. È qualcosa che non ho mai visto in vita mia. Mi tornano in mente le cose che hanno vissuto le nostre nonne e i nostri nonni durante i pogrom in Europa". "Questi bastardi – dice a una tv locale David Ben Zion, vicecomandante dell’unità 71 di Tsahal – hanno decapitato alcuni bambini e alcune mamme. Gli hanno tagliato la testa capite?". Capiamo e inorridiamo. E’ più che terrorismo. E’ odio razziale, qualcosa che gli ebrei hanno vissuto sulla loro pelle nei secoli e come un fiume carsico riemerge.

I residenti di Kfar Aza hanno cercato di difendersi come potevano, anche con le armi, ma i terroristi erano troppi. Esemplare la storia dei coniugi Berdichewsky, Adar e Itay, entrambi riservisti di Tsahal, che quando hanno sentito arrivare i terroristi hanno messo i gemelli di 10 mesi nella stanza sicura della loro casa, nascondendoli in una cesta, e hanno usato un paio di armi di ordinanza per difendersi. Hanno ucciso sette terroristi, raccontano i soldati che hanno messo in sicurezza il kibbutz, i loro corpi erano sparsi attorno, e poi hanno dovuto soccombere. Ma i loro figli sono sopravvissuti: 13 ore dopo l’attacco sono stati salvati dal fratello di Itay e dal padre di Adar, che sono arrivati prima dell’esercito, che qui è giunto solo dopo la bellezza di venti ore. Ma molti altri bambini non ce l’hanno fatta e sono stati ammazzati come i loro genitori. Come al rave nel deserto, come negli altri kibbutz, a Sderot e nei piccoli centri attaccati dall’orda di terroristi che grondava da Gaza.

Sono morti a centinaia gli israeliani. Il conto ufficiale dei morti è ancora molto provvisorio. Se i feriti sono 2.901, 535 ancora ricoverati, le vittime sono ufficialmente oltre 900 (delle quali solo 123 sono soldati), ma in realtà sono di poco sopra quota mille. Il quotidiano Yedioth Ahronoth, il secondo più venduto in Israele, va oltre e ieri pomeriggio, sulla sua edizione online riferiva che secondo fonti ufficiose le vittime israeliane sarebbero 1.200.

Se questa è la misura della tragedia e se queste vittime sono state massacrate come i bambini di Kfar Aza o i ragazzi del rave nel deserto, è comprensibile che Israele non si frenerà e vorrà regolare una volta per tutte i conti con Hamas, che ancora ieri ha preso di mira la località costiera di Ashkelon con un fitto lancio di razzi.

La grande preoccupazione di tutti è evitare un coinvolgimento di Hezbollah, che potrebbe i fronti a due. Anche ieri ci sono state scaramucce al nord in una giornata puntellata da lanci di razzi dal sud del Libano in zone non abitate dell’Alta Galilea e dalla risposta israeliana con colpi di artiglieria in aree agricole libanesi. In serata sono partiti anche 5 missili dalla Siria (Hezbollah, cellule di Hamas o magari pasdaran iraniani?), e le batterie israeliane hanno risposto a tono. Non è ancora l’apertura del fronte nord, ma la storia è piena di guerre che nessuno voleva che sono scoppiate da sole. Si vive alla giornata, con un occhio a Gaza e uno al Libano. E attenzione massima a quello che dice l’Iran. leri il leader spirituale supremo dell’Iran, Ali Khamenei, dopo avere smentito che il suo Paese abbia manovrato l’operazione di Hamas contro Israele, si è detto fiero di Hamas: "Baciamo la fronte e le mani degli intelligenti e abili disegnatori di questa operazione. Siamo orgogliosi di loro". Suona come lanciare il sasso e poi nascondere la mano.