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6 giu 2022

Prostituta uccisa di botte a Sarzana, caccia al cliente

La vittima è un’albanese di 35 anni che vive a Massa. I testimoni: "Scaricata da un’utilitaria bianca"

6 giu 2022
anna pucci e carlo galazzo
Cronaca
Nevila Pjetri, 35 anni, era residente a Carrara. La sera si prostituiva vicino al torrente Parmigliola
Nevila Pjetri, 35 anni, era residente a Carrara
Nevila Pjetri, 35 anni, era residente a Carrara. La sera si prostituiva vicino al torrente Parmigliola
Nevila Pjetri, 35 anni, era residente a Carrara

Sarzana, 6 giugno 2022 - È stata massacrata di botte, anche sul volto, e poi uccisa con qualcosa — un’arma da fuoco di piccolo calibro o uno strumento a punta — che le ha lasciato il foro di una profonda ferita dietro l’orecchio sinistro. È morta così Nevila Pjetri, 35 anni, albanese da anni residente in Italia. Un delitto – secondo la prima ricostruzione degli inquirenti – maturato nel contesto del mondo della prostituzione.

A quel punto il corpo è stato forse caricato su un’auto — a meno che non sia proprio l’auto il teatro dell’omicidio — e abbandonato non lontano dal greto del torrente Parmignola, in una zona periferica e disabitata del Comune di Sarzana. Siamo, per la precisione, una cinquantina di metri a valle del viadotto dell’A12, in area di confine con Luni e Carrara.

Chi ha agito, avrebbe scaricato il cadavere tentando di occultarlo nella sterpaglia, sul declivio interno dell’argine destro che, in quel punto è un terrapieno percorribile in auto, alto poco più di due metri rispetto alla via che lo separa dalla tenuta di Marinella.

Ma qualcuno, nella notte, ha visto. Probabilmente alcuni extracomunitari che bazzicano la zona, spesso teatro di spaccio e prostituzione. E gli involontari testimoni hanno dato l’allarme. Per questo il corpo di Nevila è stato ritrovato intorno alle 2 della mattina di ieri dai carabinieri che, a colpo sicuro, lo hanno rapidamente individuato nel buio, ancora caldo. E per questo le indagini si sono immediatamente orientate verso la ricerca di una utilitaria chiara che sarebbe stata utilizzata dalla persona — o dalle persone — che hanno cercato di sbarazzarsi del corpo. A supporto dell’ipotesi che sia stata picchiata e uccisa altrove e poi abbandonata lungo il Parmignola c’è anche quanto è emerso dal sopralluogo dei militari di Sarzana e del nucleo investigativo della Spezia e dall’esame esterno del medico legale Susanna Gamba, che domani eseguirà l’autopsia: Pjetri aveva lividi sul volto, graffi sulle braccia e il corpo, seminudo, coperto di sangue. Tanto sangue.

Ma per terra non c’erano tracce tali da far pensare che possa essere stata uccisa nella sterpaglia. Niente bossoli o punteruoli. Nessun segno di colluttazione, anche se lei ha tentato di difendersi. Neppure gli indumenti mancanti, una borsetta o i documenti della donna.

Di Nevila Pjetri si sa che aveva un marito, un connazionale sposato un anno fa. Niente figli. Lei di giorno lavorava in un campeggio lungo la costa, lui è giardiniere. La casa di famiglia è a Massa. L’uomo è stato ascoltato dai carabinieri e non è sospettato. Secondo le indagini, Nevila sabato sera avrebbe raggiunto con la sua auto alcune amiche prostitute nella zona di Sarzana (auto ritrovata non lontano dal punto in cui è stato recuperato il corpo).

Sarebbe poi salita su un’utilitaria chiara, guidata da un uomo. Nel giro di poche ore la tragedia. I militari hanno anche acquisito i filmati della videosorveglianza di un distributore a circa un chilometro dal luogo del ritrovamento.

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