di Loredana Del Ninno Clara sentiva che la fine era vicina. "Due settimane fa era andata a pagarsi il funerale", racconta ancora sotto choc il commesso della negoziante sessantanovenne, uccisa due giorni fa con trenta coltellate dall’ex compagno, Renato Scapusi, 59 anni, in pieno centro a Genova. "Forse la signora Ceccarelli – prosegue – aveva capito che sarebbe finita male e non voleva gravare sull’anziano padre e sul figlio". Una scelta lucida e atroce, in linea con la personalità altruista di Clara Ceccarelli, vittima dell’ennesimo femminicidio. Lei aveva denunciato una sola volta di un danneggiamento al negozio, ammettendo di aver sospetti sull’ex, ma la denuncia era stata poi archiviata. "Non risultano denunce a carico dell’arrestato o altri...

di Loredana Del Ninno

Clara sentiva che la fine era vicina. "Due settimane fa era andata a pagarsi il funerale", racconta ancora sotto choc il commesso della negoziante sessantanovenne, uccisa due giorni fa con trenta coltellate dall’ex compagno, Renato Scapusi, 59 anni, in pieno centro a Genova. "Forse la signora Ceccarelli – prosegue – aveva capito che sarebbe finita male e non voleva gravare sull’anziano padre e sul figlio". Una scelta lucida e atroce, in linea con la personalità altruista di Clara Ceccarelli, vittima dell’ennesimo femminicidio.

Lei aveva denunciato una sola volta di un danneggiamento al negozio, ammettendo di aver sospetti sull’ex, ma la denuncia era stata poi archiviata. "Non risultano denunce a carico dell’arrestato o altri procedimenti", ha detto ieri pomeriggio il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi.

"L’avevo vista il giorno prima che morisse – ricorda in lacrime Celestina, l’anziana vicina di casa, appoggiata al suo bastone davanti alla saracinesca abbassata del negozio di calzature che la donna gestiva nel cuore del capoluogo ligure –. Si era offerta di aiutarmi con la spesa perché non cammino bene. Lei era così, dolcissima e sempre pronta a sostenere gli altri. Sono preoccupata ora per suo figlio Mauro, fragile e rimasto solo. Ciao amica mia".

Con la morte di Clara la lista delle donne massacrate dall’inizio dell’anno arriva a quota nove. L’ultimo efferato delitto il 12 febbraio scorso a Pavia, dove Lidia Peschechera, animalista di 49 anni, è stata uccisa dal compagno ventottenne, Alessio Nigro, rimasto in casa tre giorni con il cadavere. Due settimane fa a Faenza Ylenia Fabbri, 40 anni, è stata sgozzata nella sua abitazione. L’unico indagato resta al momento, Claudio Nanni, ex marito della donna. Lo stesso giorno a San Giuliano Milanese, Luljeta Hestha, 47 anni, viene ammazzata in un campo. I sospetti cadono sul convivente albanese Alfred Kipe. Prima di Luljeta, Piera Napoli, 32 anni, a Palermo, Roberta Siragusa, 17, a Caccamo, Sonia Di Maggio, 29 anni, in provincia di Lecce, Teodora Casasanta, 39 anni, a Carmagnola, Victoria Osage, 41 anni a Concorda Sagittaria (Venezia). Vite spezzate con ferocia brutale. La forbice dei soprusi è ampia: in Italia i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Ieri a Genova il movimento ‘Se non ora quando’, insieme ad altre associazioni e al centro antiviolenza ’Mascherona’, ha organizzato un presidio davanti a quella saracinesca abbassata, teatro di morte. Una manifesta zione per Clara e le altre.

"Vogliamo ricordare che dall’inizio di quest’anno sono già nove le donne uccise dal partner o ex-partner – hanno sottolineato –. Ancora una volta vogliamo dire basta". "Ancora una volta un uomo non accetta il diritto di una donna di dire basta – fa eco Manuela Caccioni, responsabile del Centro Antiviolenza –. Stiamo facendo formazione, sensibilizzazione nelle scuole perché bambini e bambini devono sapere da subito che tutti abbiamo dei diritti, di non essere toccate, di essere accettate per le nostre decisioni".

Clara Ceccarelli avrebbe compiuto settant’anni il prossimo 14 settembre. Un’esistenza segnata da tante difficoltà, affrontate sempre con grinta e positività. Poi l’incontro, dopo la fine del matrimonio, con l’uomo che sarebbe diventato il suo assassino e che lo scorso anno aveva deciso di lasciare. Dietro la fine della relazione probabilmente l’ombra della ludopatia che affliggeva Scapusi. Il 59enne, che pochi giorni prima del delitto aveva tentato il suicidio, ha confessato: "Lei non mi voleva più e io l’ho accoltellata". Le amiche parlano di minacce sempre più insistenti. "Renato la tormentava in tutti i modi, è arrivato persino a imbrattare le vetrine del negozio con gli escrementi".