La polizia davanti all’ingresso del condominio: la donna abitava al primo piano
La polizia davanti all’ingresso del condominio: la donna abitava al primo piano
di Nicola Palma e Marianna Vazzana L’assassino ha colpito la donna con un ferro da stiro, provocandole una ferita letale alla nuca. Poi ha appiccato il fuoco nella stanza di fianco, con l’evidente obiettivo di incendiare l’appartamento per cancellare le tracce. È questa la pista investigativa che gli agenti della Squadra mobile stanno battendo per dare un volto alla persona (o alle persone) che nel primo pomeriggio di ieri ha ucciso Fernanda Cocchi, 90 anni, nel suo appartamento al primo piano dello stabile di via Ponte Seveso 26, a due passi dalla Stazione Centrale di Milano. Al momento, l’ipotesi è...

di Nicola Palma e Marianna Vazzana

L’assassino ha colpito la donna con un ferro da stiro, provocandole una ferita letale alla nuca. Poi ha appiccato il fuoco nella stanza di fianco, con l’evidente obiettivo di incendiare l’appartamento per cancellare le tracce. È questa la pista investigativa che gli agenti della Squadra mobile stanno battendo per dare un volto alla persona (o alle persone) che nel primo pomeriggio di ieri ha ucciso Fernanda Cocchi, 90 anni, nel suo appartamento al primo piano dello stabile di via Ponte Seveso 26, a due passi dalla Stazione Centrale di Milano.

Al momento, l’ipotesi è che l’omicidio sia stato il drammatico epilogo di un tentativo di rapina finito male: è probabile che il killer sia riuscito a entrare in casa approfittando del fatto che l’anziana era ipovedente e con problemi d’udito; non è escluso che sia stata proprio lei ad aprire la porta, visto che sul pianerottolo sono stati trovati dei foglietti di carta che, secondo un testimone, sarebbero stati posizionati di proposito sugli spioncini degli ingressi, così da impedire agli inquilini di controllare chi stesse bussando in quel momento.

L’allarme è scattato alle 15.15, quando alcuni passanti hanno visto uscire fumo dalle persiane dell’abitazione. Il primo a salire è stato il barbiere col negozio di fianco al palazzo al civico 26, che conosceva bene Fernanda e che spesso la aiutava a salire con le buste della spesa: la porta, di quelle che si aprono dall’esterno girando la maniglia se non chiuse a chiave, si è aperta, ma l’uomo è stato immediatamente investito dal fumo.

Poco dopo sono entrati i vigili del fuoco, che hanno trovato l’anziana a terra incosciente nella stanza in fondo all’appartamento, pare con il cavo elettrico del ferro da stiro intorno al collo; l’hanno trasportata all’esterno per tentare di rianimarla, ma purtroppo per lei non c’era più niente da fare. Inizialmente si era pensato che il decesso fosse stato provocato proprio dall’incendio, ma la ferita alla testa e il ferro da stiro sporco di sangue (ritrovato e sequestrato) hanno tolto ogni dubbio. In via Ponte Seveso sono arrivati nel giro di pochi minuti gli agenti di Volanti, Scientifica e Squadra mobile, coordinati dal dirigente Marco Calì e dal vice Alessandro Carmeli, e il pm di turno Rossella Incardona: la prima analisi della scena del delitto ha fatto subito pensare al raid di un rapinatore, non si sa se sconosciuto alla donna. Non risulta che la signora Cocchi avesse preziosi in casa.

C’è una telecamera condominiale, nell’androne: i filmati saranno passati al setaccio. Nubile, la 90enne aveva vissuto a lungo dall’altra parte della strada, al civico 31, e solo di recente si era spostata al 26; aveva una gemella, morta qualche anno fa.

L’unico parente rintracciato dalla polizia è proprio il figlio della sorella, che era in un’altra zona della città al momento del fatto. Stando a quanto riferito da vicini e commercianti della zona, Fernanda aveva difficoltà a deambulare e usciva di rado, solo per andare al supermercato sotto casa o nella vicina farmacia.