di Elena G. Polidori Una lite, l’ennesima, scoppiata forse per un piatto di pasta non gradito, seguito a una richiesta di soldi che gli sono stati rifiutati. Alle 13 di ieri, Trevignano Romano, sul lago di Bracciano alle porte di Roma, si è trasformato nel teatro di una tragedia familiare. Andrea Bocchini, 34 anni, trevignanese con problemi di tossicodipendenza e isolamento sociale, avrebbe aggredito la madre, Graziella Marzioli di 67 anni, dopo l’ennesima lite, colpendola ripetutamente in testa, sulle scale della palazzina di via Vigna Rosa 9, con una mazza di ferro "di quelle che si usano per uccidere i lucci più...

di Elena G. Polidori

Una lite, l’ennesima, scoppiata forse per un piatto di pasta non gradito, seguito a una richiesta di soldi che gli sono stati rifiutati. Alle 13 di ieri, Trevignano Romano, sul lago di Bracciano alle porte di Roma, si è trasformato nel teatro di una tragedia familiare. Andrea Bocchini, 34 anni, trevignanese con problemi di tossicodipendenza e isolamento sociale, avrebbe aggredito la madre, Graziella Marzioli di 67 anni, dopo l’ennesima lite, colpendola ripetutamente in testa, sulle scale della palazzina di via Vigna Rosa 9, con una mazza di ferro "di quelle che si usano per uccidere i lucci più grossi".

Le grida della donna hanno fatto accorrere la vicina di casa, Emanuela Senese di 76 anni, che viveva da sola con il suo bassotto nell’appartamento sottostante quello di Graziella. La Senese era da tempo a conoscenza delle difficoltà di convivenza della Marzioli con il figlio, così non ci avrebbe pensato due volte a intervenire. Vista la scena, ha tentato di dividere madre e figlio e invece è finita anche lei sotto la furia dell’omicida che l’ha colpita sul collo più volte lasciandola a terra senza vita. L’uomo – secondo la ricostruzione del carabinieri – è corso fuori dal palazzo, ha incrociato una ragazza che stava rientrando con la sua macchina nel parcheggio antistante casa, le ha intimato di scendere dall’auto, si è messo alla guida ed è scappato, sgommando in direzione Bracciano.

Nel percorso ha incrociato un gruppo di ciclisti in allenamento sulla via che costeggia il lago. Ne ha investiti due finendo con l’auto fuori strada. Sceso dalla macchina, è corso verso il gruppo dei ciclisti e ne ha colpito uno con una testata, lasciandolo a terra privo di sensi. Nessuno dei ciclisti, comunque, ha riportato ferite gravi.

L’uomo ha cominciato a correre verso il lago ed è stato catturato dai carabinieri dopo essersi tuffato in un ultimo tentativo di fuga. Trasportato all’ospedale ’Padre Pio’ di Bracciano per accertamenti tossicologici, è entrato nel nosocomio scalciando e urlando, in uno stato "talmente alterato di coscienza – ha raccontato un testimone – che i medici lo hanno subito sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio".

Il duplice omicidio ha scioccato Trevignano dove madre e figlio (il padre di Bocchini, che ha una sorella, Donatella, che vive altrove, è morto qualche anno fa) erano molto conosciuti e dove i problemi psicologici del giovane erano ben noti. Molti avevano sollecitato la donna a prendere provvedimenti e ad allontanarsi dal figlio da tempo in cura da uno psicologo. "Come fai a vivere con lui?", le chiedevano spesso le vicine di casa. "Non lo posso lasciare – ripeteva Graziella – senza di me cosa come potrebbe fare?". Bocchini, a quanto si apprende da fonti investigative, ha anche piccoli precedenti ma nessuno aveva mai sollevato problemi circa la sua ‘pericolosità sociale’. "L’ intera comunità trevignanese e l’amministrazione Comunale – si legge in un post su Fb – si stringono con affetto e calore alle famiglie colpite da un tragico evento. Chiediamo gentilmente a tutti di rispettare nel silenzio, il dolore profondo che sta vivendo la nostra cittadina".