di Nicola Palma "Sì, ma la Rsa, quante gliene dobbiamo dare?". È l’8 aprile 2020: l’Italia è in lockdown da un mese per l’esplosione della pandemia da Covid-19. I dispositivi di protezione individuale scarseggiano ovunque. Anche a Opera, comune di 14mila abitanti alle porte di Milano. Lì c’è una Rsa, la Anni Azzurri Mirasole, a cui l’associazione dei volontari della Protezione civile del Comune ha destinato 500 mascherine, da distribuire a ospiti e personale. "Gliene daremo 50, va bene?", dice al presidente il sindaco Antonino Nucera. L’altro risponde: "No! Che poi arrivano i controlli... non fare così...". Il...

di Nicola Palma

"Sì, ma la Rsa, quante gliene dobbiamo dare?". È l’8 aprile 2020: l’Italia è in lockdown da un mese per l’esplosione della pandemia da Covid-19. I dispositivi di protezione individuale scarseggiano ovunque. Anche a Opera, comune di 14mila abitanti alle porte di Milano. Lì c’è una Rsa, la Anni Azzurri Mirasole, a cui l’associazione dei volontari della Protezione civile del Comune ha destinato 500 mascherine, da distribuire a ospiti e personale. "Gliene daremo 50, va bene?", dice al presidente il sindaco Antonino Nucera. L’altro risponde: "No! Che poi arrivano i controlli... non fare così...". Il giorno dopo, Nucera richiama: "Ma la Rsa, quante gliene dobbiamo dare?". Altra replica piccata: "No, l’Rsa sono 500, gli diamo quelle che ci danno, non possiamo toglierli là dai...". Tutto finito? No, perché a quel punto il primo cittadino chiama il direttore della residenza sanitaria: "Ma come sei messo a mascherine? Mi aiuti? Ne hai un po’ per me?". "No... come? Prima me li dai e poi me li togli?", gli dice spiazzato l’interlocutore. Nucera insiste, proponendo "una spartizione al 50%"; e alla fine il responsabile della struttura cede alle insistenze: "Dai, tienile per te, non ti preoccupare". Ottenuto il risultato, il sindaco ringrazia a modo suo: "No però, io vengo lì che faccio tutta la scena, hai capito che voglio dire? Con te facciamo due foto... perché è giusto dai...". "Giusto" per Nucera, forse. Non per i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, che ieri hanno messo ai domiciliari il quarantanovenne eletto nel 2018 con il sostegno della coalizione di centrodestra, notificandogli l’ordinanza in cui viene accusato di aver sottratto quei dispositivi di protezione (all’epoca introvabili) a chi ne aveva vitale bisogno per destinarli a parenti (a cominciare dai genitori della ex moglie), conoscenti e dipendenti comunali ("Ascolta sindaco, le mascherine quelle azzurre, ne hai rubate un po’ di quelle che dovevano andare alla Rsa?", la domanda di un’impiegata). Secondo la Dda, Nucera (sospeso dalla Prefettura) avrebbe sottratto in totale 2.880 dispositivi di protezione individuale, di cui 2.380 destinati alla Rsa e 500 alla farmacia comunale ("Quando le portano, te ne tieni 1.500 lì e le altre 500 tienile da parte, gli dici che ci possono servire...").

Nel provvedimento del gip Fabrizio Filice, si ripercorre anche il filone della corruzione, di cui Nucera sarebbe stato co-protagonista insieme alla responsabile del settore Urbanistica e Lavori pubblici del Comune Rosaria Gaeta (arrestata), sua compagna pure nella vita. I due avrebbero favorito tre imprenditori (a loro volta finiti in manette) con appalti su misura, in cambio della ristrutturazione da 40.725 euro di un’abitazione. In realtà, la gara più appetita (da un milione) se l’aggiudicò un’altra azienda, nonostante tutto fosse già pronto per la vittoria scontata degli ’amici’: "Abbiamo la tavola apparecchiata e non ci sappiamo mangiare". Senza dimenticare le circa mille tonnellate di rifiuti che le stesse ditte legate a Nucera avrebbero smaltito illecitamente, anche su terreni agricoli del Parco Sud.