8 ott 2021

Martina, il lungo calvario è finito Non fu suicidio: volevano stuprarla

Nel 2011 volò dal balcone dell’albergo mentre fuggiva. La Cassazione conferma le condanne dei due amici

salvatore mannino
Cronaca

di Salvatore Mannino Stavolta è finita davvero. Alle nove della sera del verdetto col quale la quarta sezione della Cassazione dice una volta per tutte che Martina Rossi, la studentessa genovese la cui morte in Spagna il 3 agosto 2011 è diventato un caso mediatico di prima grandezza nazionale, fu vittima di un tentativo di violenza sessuale per sfuggire al quale precipitò da sesto piano di un grande albergo di Palma di Maiorca. Il tutto fra le lacrime dei genitori della ragazza, Bruno Rossi e Franca Murialdo, protagonisti di una battaglia giudiziaria che è andata avanti per dieci anni, due mesi e qualche giorno, nel gelo delle difese (per quest’ultimo atto era entrato in scena il principe dei principi del foro Franco Coppi) di Alessandro Albertoni, campione di motocross, il bello della situazione, e Luca Vanneschi, piccolo artigiano, assai più impacciato. Entrambi di Castiglion Fibocchi, alle porte di Arezzo. I giudici chiudono una storia infinita con la più netta della sentenze: ricorso nemmeno respinto ma dichiarato inammissibile. Il che significa che tutte le schermaglie sulla prescrizione, che sarebbe scattata il 16 ottobre, si sono rivelate inutili, L’estinzione del reato non sarebbe scattata comunque: l’inammissibilità riporta il processo al verdetto d’appello. E su quello non c’erano dubbi che fosse stato pronunciato in tempo utile, il 29 aprile. Solo l’ultimo asso nella manica del professor Coppi avrebbe potuto salvare i due ragazzi aretini: la derubricazione della tentata violenza sessuale di gruppo in tentato stupro individuale, quello sì prescritto. Ma la corte non ha ceduto neppure al fascino di un avvocato abituato alle grandi assoluzioni. Non stavolta. La prima reazione a caldo, pochi attimi dopo che il presidente ha letto il dispositivo, in un Palazzaccio in cui ancora risuonano gli slogan della manifestazione del mattino in favore della condanna ("Non è stato un suicidio, è stata ...

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