Roma, 12 febbraio 2018 - Si avvia alla conclusione il Carnevale 2018. Domani, Martedì grasso, segna infatti la fine della settimana grassa e delle tradizionali celebrazioni festose che precedono il periodo di rinunce della Quaresima cattolica. Giorni di bagordi, allegria e baldoria,  giorni di eccessi e festeggiamento, sfilate di carri allegorici e coloratissime maschere, gerarchie rovesciate e regole infrante, satira sociale e comicità esagerata. Tutto questo è il Carnevale, una festa che in Italia ha radici centenarie e che richiama riti e leggende nati nella notte dei tempi. Da nord a sud dello stivale, le città sono invase dai colori delle maschere tipiche e dai sapori dei dolci tradizionali. Ecco raccolti (e spiegati) qui i Carnevali d'Italia che vantano le tradizioni più bizzarre e famose. Da Venezia a Viareggio, passando per Cento

VENEZIA, LE ORIGINI DELLE MASCHERE - Come tutti sanno, Venezia ospita uno dei carnevali più famosi al mondo. Ogni anno i canali, le piazze, e le calli della Serenissima vengono invase da turisti provenienti da ogni parte del mondo, desiderosi di vivere la magia della città sull'acqua tra costumi eleganti e sfarzosi balli in maschera. Quel che non tutti sanno, è che l'origine antichissima del carnevale risale a ben prima della sua istituzione formale nel 1096. Per tracciarne le radici bisogna arrivare fino ai Saturnali latini, feste in cui per una notte le differenze sociali tra patrizi e plebei venivano azzerate. Curiosamente sembra che sia proprio questo il significato profondo delle maschere veneziane, concepite per celare l'identità delle persone e rendere nulle le differenze di ceto. 

IVREA, LA BATTAGLIA DELLE ARANCE - Un'altra celebre tradizione carnevalesca italiana, antica quanto curiosa, è quella che fa da evento culminante del Carnevale di Ivrea. La cittadina piemontese è infatti famosa per ospitare, nella giornata di Martedì grasso, la proverbiale 'battaglia delle arance', in cui la popolazione rievoca una storica ribellione al feudatario cittadino. Ogni anno gli 'aranceri a piedi', combattono a colpi di arance contro l'esercito del feudatario e i suoi carri. Uno spettacolo unico nel suo genere e di grande impatto scenico. Durante il Carnevale i cittadini indossano il tradizionale 'Berretto Frigio', un cappello rosso a forma di calza che simboleggia l'adesione alla rivolta. Famoso anche il tradizionale  'Abbruciamento dello Scarlo', un palo rivestito di erica e ginepro bruciato in Piazza di Città in segno di vitalità e buon augurio.

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CENTO, IL CARNEVALE DI FUOCO - Una menzione per le tradizioni più curiose la merita anche Cento, il cui carnevale, gemellato con quello di Rio de Janeiro, ha origini che risalgono al 1600, come riportato in alcuni quadri del Guercino. Qui le celebrazioni, che hanno come tema principale il fuoco, comprendono la sfilata di carri in cartapesta alti fino a 15 metri, con più di 200 figuranti in costume. Evento culminante è il famoso rogo di Tasi (la maschera tradizionale della città) che ha luogo il martedì grasso ed è accompagnato da uno spettacolo piro-musicale nel piazzale della rocca. 

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VIAREGGIO IL CARNEVALE DEI GIGANTI - Uno dei più iconici carnevali d'Italia è senza dubbio il cosiddetto 'Carnevale dei giganti' di Viareggio. Dal 1873, la cittadina toscana diventa sinonimo di baldoria e divertimento per tutto il mese di febbraio, con lo spettacolo delle sfilate dei giganti allegorici e i famosi 'Corsi Mascherati' (in programma il 5, 12, 18, 26 e 28 febbraio) a fare da momento culminante. Baccanali notturni, sfilate sul lungomare, veglioni e spettacoli pirotecnici fanno da contorno a questa magica tradizione che ha come filo conduttore la politica e la società, tanto che spesso personalità della politica e dello spettacolo partecipano per ammirare le proprie raffigurazioni. 

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PUTIGNANO TRA SACRO E PROFANO - Una tradizione che dura da più di seicento anni è quella che rende Putignano la sede del Carnevale più lungo d'Italia e d'Europa. Si pensi che nella cittadina pugliese i festeggiamenti partono il 26 dicembre, in occasione della 'festa delle propaggini' (le cui origini risalgono alla processione delle reliquie di Santo Stefano), e continua senza interruzioni fino al Martedì grasso, con riti, sfilate e processioni che fondono sacro e profano. Dal 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, di giovedì in giovedì va in scena per i rioni del centro storico uno spettacolo di dissacrante satira sociale. Ogni settimana si rappresenta infatti un gruppo sociale ben preciso: nell'ordine si comincia con i Monsignori, si prosegue con i Preti, poi le Monache, i Vedovi, i Pazzi (cioè i giovani non ancora sposati), le Donne sposate e per finire i Cornuti (gli Uomini sposati), in un appuntamento caratterizzato proprio dal goliardico rito del taglio della corna. Arrivati al Martedì grasso, giorno di chiusura del Carnevale e della festa finale notturna, la campana dei Maccheroni batte 365 rintocchi per scandire ufficialmente la fine della baldoria e l’inizio della Quaresima.

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