La sonda Curiosity su Marte (Foto: NASA/JPL-Caltech/MSSS)
La sonda Curiosity su Marte (Foto: NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Marte, 13 novembre 2019 - Ossigeno su Marte? Sì, è ora c'è una 'prova'. La Nasa ha individuato per la prima volta indizi della presenza di ossigeno nella tenue atmosfera del pianeta rosso.
La scoperta è stata fatta al di sopra del cratere Gale dal laboratorio marziano Curiosity, attivo dall'agosto del 2012. Gli strumenti di Curiosity hanno misurato negli ultimi tre anni marziani, pari a circa sei anni terrestri, i cambiamenti stagionali dei gas nel cielo sopra il cratere Gale. E hanno così 'annusato', a sorpresa, variazioni stagionali di molecole di ossigeno, considerato sulla Terra sinonimo di vita.

"La prima volta che l'abbiamo visto, è stato strabiliante", ammette Sushil Atreya, professore di scienze climatiche e spaziali all'Università del Michigan. Gli scienziati di Curiosity, coordinati da Melissa Trainer, del Goddard Space Flight Center della Nasa, hanno pubblicato i risultati sulla rivista Journal of Geophysical Research: Planets. 
Le analisi sono state fatte dal laboratorio di Curiosity, Sam (Sample Analysis at Mars): l'ossigeno marziano sembra comportarsi come il metano, già annusato in passato da Curiosity. I suoi livelli sono, infatti, molto bassi nel periodo invernale, al di sotto dell'1%, ma crescono notevolmente in primavera ed estate. Proprio come fa il metano. 

L'ossigeno marziano 'fluttua', possibili spiegazioni

Al momento non ci sono spiegazioni per queste fluttuazioni. "Abbiamo visto questa sorprendente correlazione tra l'ossigeno molecolare e il metano per buona parte dell'anno marziano, e ci ha sorpreso molto - continua Sushil Atreya - I due fenomeni devono essere collegati, ma non so dire in che modo. Nessuno lo sa al momento".
La crescita e la repentina diminuzione dei livelli di ossigeno marziano non possono essere spiegati, infatti, con le normali dinamiche dell'atmosfera. Per gli scienziati deve esserci un'altra causa, ad esempio di natura geologica. Una seconda possibile spiegazione lega, invece, le oscillazioni di ossigeno e metano alla presenza di eventuali forme di vita batterica. "Stiamo considerando tutte le ipotesi, anche se al momento non esistono prove di attività biologica su Marte", concludono gli esperti. 

Curiosity non ha gli strumenti per sciogliere il dubbio. Maggiori dettagli potranno arrivare da due missioni in programma nel 2020: ExoMars 2020, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Mars 2020 della Nasa, che andranno a caccia di tracce di possibili forme di vita, presente o passata, su Marte.