il capo del personale al Campidoglio, Raffaele Marra
il capo del personale al Campidoglio, Raffaele Marra

Roma, 17 dicembre 2016 - Raffaele Marra aveva una dannata paura di precipitare dalle stelle alla polvere. «Dall’uomo più potente – dice in una intercettazione chiave – in tre giorni divento l’ultimo coglione». E per lui, che aveva grandi, smisurate ambizioni, questo era davvero ingiusto, anzi, intollerabile. Intollerabile al punto da sollecitare gli amici potenti (o meglio, quelli che lui considerava amici a partire da quello Scarpellini del quale era, parole sue «a disposizione») perché intervenissero in suo favore. E a farlo parlando troppo al telefono. Errore fatale.

Come spesso accade, l’intoccabile Marra è finito nei guai quasi per caso. Tutto nasce da un’indagine su un pregiudicato romano, tale Manlio Vitale, considerato dagli investigatori personaggio legato a quel che resta della Banda della Magliana. Alcune telefonate e sms con la sua ex compagna fanno prefigurare una possibile estorsione. Il gip Maria Paola Tomaselli spiega nell’ordinanza che l’ex compagna di Vitale aveva riferito all’autorità giudiziaria di aver accompagnato più volte l’ex partner nei pressi del Senato per ricevere «consistenti somme di danaro». Da chi? Le indagini, orientate ad accertare un’eventuale attività di estorsione da parte di Vitale, noto come er Gnappa , identificano il costruttore Sergio Scarpellini come possibile persona offesa. L’imprenditore e la sua segretaria vengono messi sotto controllo e a fine giugno emerge qualcosa di strano nel rapporto tra Scarpellini e il vicecapo di gabinetto del Sindaco di Roma, Raffaele Marra.

IL 30 GIUGNO Marra, oggetto di una campagna di stampa che teme possa pregiudicare la sua carriera, telefona alla segretaria di Scarpellini, Ginevra Lavarello. Dopo i saluti di rito, ecco il dialogo tra i due. Marra: «Sto ancora in Campidoglio...». Lavarello: «Immagino che...» . Marra: «Eh, puoi immaginare come sto messo». Lavarello: «Ehh, mi immagino, immagino, ma un attacco pazzesco ma veramente fuori luogo». Marra: «Ma poi senza nessun motivo proprio, nessun motivo, quindi ti telefonavo soltanto per chiederti una gentilezza, se puoi». Lavarello: «Dimmi tutto».

Marra: «Parlando con Sergio». Lavarello: «Siii». Marra: «Se Sergio può intervenire con Gaetano... Calta» (Caltagirone, imprenditore ed editore, tra gli altri, del Messaggero , Gazzettino e Mattino , ndr ). Lavarello: «Ahh». Marra: «Per farmi dare una mano sui giornali». Lavarello: «Mmmmm va bene». Marra: «Cioè capire se... nel senso proprio per cercare in qualche modo di tutelare un po’ la posizione, sennò diventa un grande, un gran... molto complicata la questione». Lavarello: «Guarda, domani glielo chiedo sicuramente, glielo dico sicuramente e ti faccio sapere». Marra: «Eh, io sto a disposizione... tu diglielo, puoi far arrivare, glielo dici ‘lui sta a disposizione’, dici, però, è una cosa senza senso proprio. Io stavo... Io stavo organizzando tutto, avevo accennato a Cinzia quelle che erano le proposte, ora mi fai fuori, dall’uomo più potente in tre giorni divento l’ultimo coglione. Solo perché sulla stampa mi hanno sparato a zero, quindi secondo me lui dovrebbe cercare di convincere l’altro a dire ‘vabbé ne prendo... tanto lui sa che sto a disposizione per dire vabbé facciamo un po’ di fuoco amico». Lavarello: «Eh certo». Marra: «Oppure se mi mettete in contatto con qualcuno che mi può aiutare riservatamente, meglio ancora. Ovviamente deve intervenire il capo perché se non interviene lui non succede niente… bisogna farlo parlare direttamente con Caltagirone e credo che lui gli dà una mano». Ma Scarpellini non è così disponibile. Almeno non quanto spera Marra.

DOPO un messaggio inviato la mattina successiva dalla Lavarello a Marra («ci prova», riferito a Scarpellini), l’uomo di fiducia di Virginia Raggi si rifà vivo nel pomeriggio con la segretaria, per sapere «se Scarpellini sia riuscito a parlare» con «una terza persona», segnalando l’urgenza, «dato che rischia la revoca dell’incarico». La Lavarello gli fa sapere che non sa se il contatto sia già avvenuto. Finita la telefonata, la donna chiama Scarpellini: «I due – si legge nell’ordinanza del Gip – concordano nel riferire a Marra che Sergio ha provato a contattare l’editore Caltagirone senza essere riuscito a parlare con lui. Agendo così, Marra non si renderà conto che Scarpellini non ha voluto/potuto aiutarlo e, se il giorno successivo a Marra dovesse essere revocata la carica (vicecapo di Gabinetto), la questione si chiuderà lì ‘tanto se poi domani lo defenestrano...finito’». Quello tra Marra e Scarpellini, scrive il Gip, «è un rapporto viziato sin dal 2009» con «insistenti regalie nel 2010 e 2013 dallo Scarpellini in favore del Marra». Secondo il giudice «il rapporto tra i due prosegue sul medesimo binario» ancora nel luglio del 2016. A disposizione, e non gratis. E da qui muove la tempesta giudiziaria che lo travolgerà.